Sessanta opere raccontano Bruno Rovesti, il “contadino giù di terra”
Gualtieri: la mostra sarà inaugurata il 3 settembre a Palazzo Bentivoglio e trasporterà i visitatori nella vita dell’artista tra dipinti e narrazioni nella lingua della Bassa
GUALTIERI. “Pittore contadino celebre europeo”. Questo il titolo della mostra antologica dedicata a Bruno Rovesti (1907-1987) che sarà ospitata nella Sala dei Giganti di Palazzo Bentivoglio, a Gualtieri, accoglie dal 3 settembre al 13 novembre.
L’esposizione – curata da Sandro Parmiggiani e organizzata dal Comune di Gualtieri e dalla Fondazione Museo Antonio Ligabue – presenta 60 dipinti in grado di ripercorrere l’intero iter creativo di Bruno Rovesti e si tiene in contemporanea con l’esposizione del primo nucleo di 63 opere del Museo Antonio Ligabue, per consolidare l’immagine di Gualtieri come luogo privilegiato per la conoscenza dell’artista.
La vicenda umana e artistica di Bruno Rovesti si lega a doppio filo sia con Gualtieri, paese dove l’artista è nato e vissuto, sia con Ligabue, che Rovesti conobbe e frequentò, anche se in certe sue dichiarazioni, successivamente da lui stesso confutate, lo avesse definito «avversario». Ricorda tuttavia Rovesti nella sua nastrobiografia – ovvero il racconto della sua vita fatto in prima persona, inciso su nastro e raccolto, su indicazione di Cesare Zavattini, da Alfredo Gianolio tra gli anni Settanta e Ottanta – che «Ligabue veniva in casa mia a prendere la polenta da mangiare, ci davo poco companatico perché ce n’era poco, però ci ho sempre dato qualche cosa, ci ho imprestato anche dei colori che gli ho regalato perché non li ho più visti. A ogni modo Ligabue era un grande artista, che ha sempre fatto cose molto belle».
La mostra analizzerà l’aspetto più autentico dell’arte naïf di Rovesti. Davanti ai suoi dipinti si respira la sincerità di un uomo che cerca di comprendere – e raccontare – quello che sta intorno a lui, o che ha visitato in qualche parte del mondo (o della sua fantasia). Sulle sue tele scorrono persone, intente alle più varie occupazioni di lavoro o di svago, oltre che animali domestici, pesci, uccelli che volano nel cielo, case ed edifici, strade, ponti e piazze, alberi spogli che esibiscono le loro radici fuori dalla terra e tronchi tagliati come se fossero arti umani. Ma anche, in tanti dipinti, una vegetazione lussureggiante che tutto assedia e che ovunque cresce, con gli stessi alberi che assumono le sembianze di fiori dai colori vivacissimi.
Ogni opera di Rovesti è accompagnata, sul retro, oltre che dall’indicazione del prezzo di vendita (anche se è nota la ritrosia dell’artista a cedere i suoi lavori, nonostante le pressioni della moglie), da una fitta narrazione di ciò che lui voleva rappresentare, tra ricordi e rimandi che portano nei luoghi e nella lingua della Bassa.
La mostra sarà visitabile il venerdì (10-13 e 15-19), il sabato, la domenica e i festivi (10-19). Lunedì, martedì, mercoledì e giovedì solo su appuntamento per scuole e gruppi. Biglietto intero 8 euro, ridotto 6, studenti 4. Per info e prenotazioni, tel: 340-4063194 e 0522-221853.
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