Gazzetta di Reggio

A Carpineti l’investitura del vin brulè tra segreti e castagne

di Alessandro Zelioli
A Carpineti l’investitura del vin brulè tra segreti e castagne

La ricetta di Marola passa nelle mani del giovane Gabriele Zanetti Gliel’ha regalata Pietro Goriani, dopo alcune estati di “tirocinio”

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CARPINETI. Sono entrambi nati a Reggio, anche se li separano 55 anni di vita. Hanno entrambi la passione per le tradizioni di una volta e per la vita in montagna.

A far incontrare Pietro Goriani e Gabriele Zanetti, però, è stata una cornacchia. Non il volatile nero che nell’iconografia classica identifica uno degli uccelli del malaugurio, ma quel sacco di tessuto che contiene gli ingredienti segreti del rinomato vin brulè di Marola. Una bevanda calda, che ha fatto, assieme alle caldarroste, la storia della festa della castagna più vecchia d’Italia. Gabriele, 14 anni compiuti lo scorso marzo, trascorre da sempre le sue estati a Marola, in compagnia dei nonni. Durante le vacanze, ha conosciuto Pietro Goriani (da tutti chiamato “Piero”), che lo ha eletto suo erede cui tramandare i segreti del “nettare marolese”.

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«Frequento il primo anno dell’istituto Zanelli di Reggio – racconta il giovane Gabriele – ma il mio sogno è andare a vivere a Marola. Appena mi sarò diplomato, verrò qui a fare il contadino. Adoro vivere qui, anche perché da sempre ci vengo per stare in vacanza dai nonni». Vacanza per modo di dire, però, visto che il 14enne si dà parecchio da fare. «Qui sto imparando un sacco di cose – conferma –. Il gruppo della Pro Marola, al quale mi sono aggregato, mi ha scelto come mascotte. Sto imparando a suonare la fisarmonica e da un anno ballo il liscio come un professionista. Tutti mi vogliono bene ed io, in cambio, do loro una mano per realizzare gli eventi». Lo scambio funziona a tal punto da avergli fruttato la ricetta segreta del vin brulè di Goriani. «Piero vedeva che ero sempre pronto a dare una mano agli altri – racconta Gabriele – e lui aveva voglia di riposarsi un po’. Durante la festa della castagna del 2015, mi chiamò per aiutarlo: lì è avvenuto il passaggio di consegne».

«Volevo che a portare avanti la mia ricetta fosse un giovane – spiega lo stesso Piero Goriani –. Io la imparai dal comasco Roberto Soldarini, ma poi l’ho modificata aggiungendo qualche ingrediente che ha ulteriormente “aggraziato” il già ottimo vin brulè. La cornacchia, che tutti i frequentatori della festa della castagna conoscono, è il vero segreto della bevanda che in tanti realizzano, ognuno a proprio modo. Il nostro, però, li batte tutti».

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E quando, incuriositi da questa storia, osiamo chiedere gli ingredienti del loro vin brulè: «Non si possono dire, altrimenti che segreto sarebbe», ci gridano all’unisono. «Scherzi a parte – spiegano – la vera differenza la fanno la passione e la voglia di donare il proprio tempo ad una causa nella quale crediamo molto. Da queste parti, fino a dieci anni fa, sembrava di stare a Cortina in piena stagione sciistica. Purtroppo le cose sono cambiate. La Pro Marola sta lavorando sodo per riportare la gente da queste parti e la festa dalla castagna è un veicolo promozionale molto importante: chi verrà a Marola il , il 16 e il 23 ottobre, potrà assaggiare il nostro vino e darci ragione».

«E quest’anno lo preparerò io – rivela, orgoglioso Gabriele – anche se Piero sarà al mio fianco. Vuole controllare che abbia imparato bene».

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