Moni Ovadia in piazza per cantare “Signornò”
San Polo: un concerto contro la guerra, parole e suoni, voce e fisarmonica per parlare del coraggio che ci vuole a rifiutare le armi
SAN POLO. Contro la guerra. Parole e suoni, voce e fisarmonica per parlare di pace, del coraggio che ci vuole a rifiutare le armi, a disertare, senza pensare alle conseguenze.
La voce è quella di Moni Ovadia, protagonista lunedì a San Polo di una serata piuttosto attesa, lo spettacolo “Signornò - Letture e canzoni contro la guerra”. L’appuntamento è alle 21 in piazza Sartori per un evento a ingresso gratuito organizzato dall’attivissima Anpi di San Polo assieme al Comune. Al centro, uno dei grandi nomi del teatro e dell’impegno politico-culturale in Italia nell’ultimo mezzo secolo, il 70enne Moni Ovadia, attore e autore milanese di origine ebraica. Nato in Bulgaria da una famiglia sefardita (gli ebrei del Sud, per banalizzare), cresciuto nella Milano della controcultura e del rock, è oggi uno dei maggiori cantori della cultura khassidica, un ramo della cultura ebraica est-europea ashkenazita sopravvissuto a fatica al ’900 e alla Shoah. Un mondo per certi versi scomparso, tutt’ora ricchissimo di spunti e interesse.
A San Polo, Ovadia sarà affiancato dal fisarmonicista Giampietro Marazza per una serata dedicata alla storia del pacifismo e dell’antimilitarismo culturale, quello che in questi secoli ha regalato centinaia di testi e di canzoni, molte delle quali radicatissime quantomeno nella memoria collettiva occidentale.
Temi oggi decisamente attuali, e soprattutto temi che Ovadia conosce benissimo, visto che la sua lunga carriera parte proprio da questi lidi. Gli esordi di Ovadia, alla fine degli anni ’60, sono tutti in musica, seguendo lo studioso Roberto Leydi nell’esperienza del Gruppo dell’Almanacco Popolare di Sandra Mantovani. Negli anni ’70 entra a piedi pari nel rock con il Gruppo Folk Internazionale, poi diventato l’Ensemble Havadià, immerso nel cosiddetto “movimento” assieme ad un’altra leggendaria formazione milanese, gli Stormy Six. Con loro dà vita anche alla cooperativa l’Orchestra, uno dei primi tentativi di musica indipendente in Italia. Col passare dei decenni la sua attività si è progressivamente spostata verso il teatro e la recitazione, ed è in questi campi che ha ottenuto l’attuale fama, poi amplificata da partecipazioni televisive e cinematografiche e dall’impegno attivo. La musica non lo ha mai abbandonato, parte integrante dei suoi lavori e al centro di tante collaborazioni. Per restare in tema, è difficile da dimenticare il suo duetto con i Modena City Ramblers nel 2005, in una magnifica versione di Oltre il ponte di Italo Calvino realizzata per Appunti Partigiani, album uscito per celebrare il 60esimo anniversario della Liberazione.
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