I campanari dell'Emilia Romagna in piazza Prampolini
Reggio Emilia: domenica il raduno regionale organizzato dall'Unione Reggiana Campanari
REGGIO EMILIA. Arrivano i campanari, i maestri nel difficile compito di far suonare bene le campane che punteggiano i tanti campanili e i luoghi di culto dell'Italia. Domenica 4 settembre il centro di Reggio Emilia accoglierà il primo raduno regionale dei campanari, con la partecipazione di cinque delle principali associazioni campanarie emiliano-romagnole, impegnate in dimostrazioni musicali e momenti divulgativi legati ad un'arte antica, tutt'ora però molto più radicata di quello che si potrebbe immaginare.
Dalle 11 alle 19 in piazza Prampolini, fra duomo e municipio, gli esperti suonatori di mezza regione saranno presenti per mostrare la loro abilità agli spettatori, e per parlare meglio di questa usanza, in una domenica ad ingresso gratuito pensata come momento divulgativo, organizzata all’Unione Campanari Reggiani nell’ambito della consueta rassegna “Soli Deo Gloria” dedicata alle varie forme della musica sacra. È un debutto assoluto per il raduno, con la speranza che quella 2016 sia solo la prima edizione di una lista piuttosto corposa. «Piazza Prampolini, antistante il Duomo di Reggio Emilia, verrà allestita con due concerti di campane mobili, attrezzati per il suono manuale secondo le tradizioni locali», raccontano i promotori.
Durante la giornata, «oltre alle doverose pause, si alterneranno il suono delle campane dei nostri concerti con quello delle campane della cattedrale. Il pubblico partecipante potrà poi visitare «la consueta mostra tematica organizzata nel battistero cittadino, aperto ed allestito per l'occasione». A esibirsi e a parlare della loro arte saranno circa una cinquantina di campanari convocati per l'occasione da tutta la regione, rappresentanza folta di un mondo ancora più vasto, decisamente più grande di quello che si possa immaginare ad un primo pensiero: «stimiamo attorno alle 500 unità le persone che portano avanti la tradizione campanaria nel territorio emiliano – romagnolo: si intende accogliere le rappresentanze associate di tutte le differenti realtà territoriali in una giornata mai tentata prima», raccontano i referenti dell'Unione reggiana dei campanari.
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