Gazzetta di Reggio

la recensione

La moda passa, Giacobazzi resta

La moda passa, Giacobazzi resta

Il comico non delude le aspettative e regala due ore di grosse risate

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REGGIO EMILIA. Più stipato della Riviera a Ferragosto e divertito come lo stesso Giacobazzi, che non riesce a non ridere alle sue battute, il pubblico del mattatore romagnolo ha invaso l’arena di FestaReggio per due ore di pura comicità. È un appuntamento estivo fisso da tutto esaurito quello tra il Campovolo e l’ironia di Andrea Sasdelli, in arte Giuseppe Giacobazzi.

Tra i siparietti più amati quello dello “sivolo in ferro battuto e alluminio” dove i bambini di Casalborsetti e di tutta Italia hanno giocato almeno una volta nell’infanzia con relative ustioni. «Molti non sono tornati», ha scherzato Giacobazzi marcando una volta di più la differenza tra le attuali generazioni «dalla testa china sui social» e un passato mitico dove «il bar era il nostro Facebook, ma lì non potevi crearti un profilo falso, dovevi metterci la faccia». «Ma le mode cambiano» ha sottolineato poi parlando delle domeniche pomeriggio in discoteca con i jeans «che più che stretch erano stret», quelli da allacciarsi sdraiati sul letto che rivelano come ogni generazione abbia tratti incomprensibili che talvolta ritornano: «I vostri leggins allora erano le pantacalze, che non stavano proprio bene a tutti…».

E via di risate, ricordi e gag – mai volgari – sulle rotonde, sulle vacanze e, immancabili, sui rapporti di coppia che nella quotidianità regalano ai comici spunti infiniti. Una garanzia per passare una serata a ridere dei luoghi comuni dell’italiano medio, con canotta e catenone d’oro massiccio anche in spiaggia, imparando così a prendersi tutti un po’ meno sul serio. (f.m.)

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