Gazzetta di Reggio

Al Ruggeri la stagione inizia con un “ritorno”

Al Ruggeri la stagione inizia con un “ritorno”

Il via in ottobre con L’Odissea secondo Giannini In cartellone anche Shakespeare e Sofocle

3 MINUTI DI LETTURA





GUASTALLA. Sarà una stagione caratterizzata da grandi classici della prosa quella del teatro Ruggeri di Guastalla, che è stata presentata ufficialmente nel cortile interno di palazzo Frattini.

Si parte giovedì 13 ottobre con la pièce Omero, il mio nome è nessuno con Giancarlo Giannini che condurrà gli spettatori sulla spiaggia di Nausicaa, nell’antro del ciclope Polifemo, nella casa di Circe e poi giù nell’Ade, fino alla meta ultima, Itaca. Da venerdì 4 con repliche sabato 5 e domenica 6 novembre, fuori abbonamento ed in prima nazionale, il palco del Ruggeri ospita Emilia Galotti di Gotthold Ephraim Lessing con Pamela Villoresi, Giovani Moschella, Giuliano Brunazzi, Marco Morellini, Laura Pazzaglia, Santo Marino, Carlotta Braulli, Aldo Buti. Si tratta della prima rappresentazione italiana, prodotta dal teatro guastallese e affidata alla regista Antonella Panini, capace di armonizzare citazioni settecentesche a forme poetiche contemporanee con la cura ed il rigore di un’opera prima. A tessere il delicato intreccio concorrono le immagini di Cristina Spetti: video frammenti, evocazioni, richiami alla reale città di Guastalla che costituiscono le ambientazioni metafisiche entro cui i personaggi agiscono. Emilia Galotti è un dramma teatrale ambientato nel rinascimentale ducato di Guastalla, dove i personaggi principali ruotano attorno alla giovane donna.

Sabato 12 novembre sarà la volta della commedia La bisbetica domata di Shakespeare con Nancy Brilli, Matteo Cremon, Federico Pacifici, Gianluigi Meggiorin, Gennaro Di Biase, Anna Vinci, Dario Merlini, Brenda Lodigiani, Stefano Annoni, Valerio Santoro. La vicenda ha per protagonisti una serie di personaggi che si districano in un frizzante crogiuolo di equivoci e travestimenti. Quando Shakespeare scrisse la commedia, la condizione femminile non era molto favorita, tuttavia l’autore volle dimostrare il suo disappunto sui matrimoni combinati, che non erano altro che accordi economici, mettendo in risalto il diritto di poter decidere della propria vita. Sabato 26 novembre andrà in scena Bestiale quel Giro d’Italia per la regia di Maurizio Garuti con Ivano Marescotti. Il Giro d’Italia del 1914 fu il più massacrante della storia ciclistica, con tappe di oltre 400 chilometri, che partivano di notte e si concludevano la notte successiva. Lo vinse Alfonso Calzolari, l’unico bolognese che riuscì a portare la maglia rosa sotto le due torri. Fu ciclismo “eroico” nel senso più pieno, con i corridori sottoposti a fatiche inenarrabili, a specchio di un’Italia contadina che in quella corsa trovò gli interpreti della propria condizioni di vita, alla vigilia, non casuale, di un cataclisma come la Prima Guerra Mondiale. Mercoledì 11 gennaio, altro grande classico: Le Sorelle Materassi, libero adattamento di Ugo Chiti, dal romanzo di Aldo Palazzeschi, con Lucia Poli, Milena Vukotic, Marilù Prati, Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Luca Mandarini, Roberta Lucca per la regia Geppy Gleijeses. Giovedì 2 febbraio Ma che razza di Otello su testi di Lia Celi per la regia di Massimo Navone, con Marina Massironi. Mercoledì 22 febbraio sarà la volta di un altro grande classico, Cyrano di Bergerac di Edmon Rostand con Jurij Ferrini. Venerdì 10 marzo Il Pranzo di Babette di Karen Blixen con Lella Costa. È la storia di un dono: Babette, cuoca francese riparatasi in un paesino della Danimarca per fuggire alla Comune di Parigi, decide di impiegare diecimila franchi d’oro, vinti a una lotteria, in un pranzo succulento per soli dodici invitati. Un modo per offrire felicità autentica a persone che non se la possono permettere.

Mercoledì 22 marzo Edipo-Edipo Re-Edipo a Colono di Sofocle, con Glauco Mauri e Roberto Sturno. Si tratta di due capolavori fondamentali nella storia dell’uomo, per gli interrogativi che pongono e per la ricchezza di umanità e di poesia che donano: la vicenda di Edipo è quella dell’uomo, perché racchiude in sè tutta la storia del suo vivere. Giovedì 6 aprile, ultimo spettacolo: Chi è di scena, testo e regia Alessandro Benvenuti, con Paolo Cioni, Maria Vittoria Argenti. Come spesso accade nei lavori di Alessandro Benvenuti, quel che sembra si scopre tutt’altro che vero. (m.p.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google