Letteratura da festival nella capitale della cultura
Per l’edizione del ventennale in piazza due Premi Pultitzer con altri 400 scrittori Fino a domani autori e lettori potranno incontrarsi e rinnovare il “miracolo”
DI STEFANO SCANSANI
L a capitale italiana della cultura 2016 è a sessantacinque chilometri da Reggio Emilia. Un niente. Come voltare la pagina di un libro.
Più difficile per gli organizzatori di Festivaletteratura è fornire un stima di quanti reggiani abbiano fatto i volontari, siano stati scrittori ospiti, abbiano costituito il pubblico delle venti edizioni. La contabilità va in tilt perché i reggiani che hanno frequentato e frequenteranno la manifestazione sono migliaia. Perché Festivaletteratura è bello, comodo, vicino e replica una magìa inimitabile: in cinque giornate la piccola e lacustre città dei Gonzaga che conta neanche 48mila abitanti va in metamorfosi. Come stavolta.
Tra mercoledì scorso e domani Mantova ospita un flusso di 130mila spettatori paganti e attraversanti, quattrocento narratori invitati a parlare e altrettanti eventi ospitati in 50 tra sale, teatri, giardini, piazze, strade, chiese, palazzi, portici e vicoli. La formula è anomala e si rigenera mai uguale, puntualmente dal 1997 quando pochi scommettevano nel felice caos.
A Mantova non si presentano libri, non si lanciano best seller. Al contrario avviene il miracolo che perfora le copertine: là gli autori incontrano i lettori e viceversa, in via diretta. Parlano, discutono. Circostanze irripetibili, dunque, alla larga dalle vetrine e dei tamtam fieristici e commerciali, tanto da mettere in corsa gli editori che candidano i loro narratori sulle rive del Mincio e concentrano le uscite proprio nella prima settimana di settembre.
Siccome è la ventesima, questa edizione ha dimensioni e accenti particolari. Sabato scorso ha conosciuto l’anticipazione con Jonathan Safran Foeroer e, il giorno successivo con l’infinito corteo dei volontari veterani e di nuova generazione (le mitiche magliette blu), domani sera nell’immensa piazza Castello la manifestazione verrà chiusa da Edna O'Brien.
Qualche nome: Jay McInerney, Daniel Pennac, i Pulitzer Philip Schultz e Roger Rosenblatt, Jannette Winterson, Jonathan Coe, Cees Nooteboom e Guillaume Musso, l’attrice Charlotte Rampling.
Tra gli autori italiani Alessandro Baricco con, in anteprima per il ventennale, le tre serate di “Mantova Lectures” dove il sapere diventa un’installazione artistica.
Il progetto – prodotto da Elastica e Scuola Holden – girerà l’Italia e approderà in televisione e in rete. E poi saranno presenti Corrado Augias con il nuovo libro “I segreti di Istanbul”, Erri De Luca del quale è appena arrivato in libreria per Feltrinelli “La natura esposta” e Stefano Benni che festeggia a Mantova 40 anni del suo “Bar Sport” in un incontro con Pennac.
E ancora Simonetta Agnello Hornby, Bianca Pitzorno, Antonio Manzini, Marco Malvaldi, Moni Ovadia e Francesco De Gregori in dialogo con Antonio Gnoli. Attese la francese Linda Lê e l’irlandese Maggie O’Farrell, che parleranno di maternità, e la giovane scrittrice Louise O’Neill, autrice di un distopico romanzo che ha profondamente scosso il pubblico anglosassone.
Infine, per festeggiare questo passaggio dei vent’anni, Festivaletteratura ha invitato grandi scrittori a tornare, tra cu. i Julian Barnes, Jonathan Coe, Jay McInerney, Alain De Botton, e – con la complicità di Federico Taddia – ha chiesto a venti degli autori ospiti di raccontare il libro che ha accompagnato i loro vent’anni, che ha permesso a ciascuno di loro di prendere coscienza delle aspirazioni, dei sentimenti e delle paure che attraversano quell’età, il libro la cui sola lettura segnava allora (o ancor oggi) l’ingresso ufficiale nella gioventù.
Beppe Severgnini – giornalista, scrittore ed editorialista del Corriere della Sera – ricorderà invece gli amici assenti, tutti gli autori che sono passati al Festival e che oggi non ci sono più, attraverso le immagini e le registrazioni video conservate presso l’Archivio di Festivaletteratura.
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