Gazzetta di Reggio

Nuova vita per Niccolò Bossini: «D’ora in poi guido io»

di Francesca Manini
Nuova vita per Niccolò Bossini: «D’ora in poi guido io»

L’ex chitarrista di Ligabue omaggia Poviglio con il suo ultimo album da solista “Kaleidos”

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POVIGLIO. È uscito “Kaleidos”, il nuovo atteso album di Niccolò Bossini, che sabato sarà suonato dal vivo nell’arena estiva dell’omonimo circolo Arci di Poviglio, ore 20.30.

Nessuna coincidenza ma tanto lavoro e un sempre vivo legame con la propria terra per l’ex chitarrista di Luciano Ligabue, che punta a replicare il fortunato concerto di due anni fa per la conclusione di #acasatour con una serata #acasamia che chiama a raccolta fans e amici per scoprire insieme le sue nuove caleidoscopiche creazioni. L’album, che è stato anticipato in radio dal singolo “La vita adesso” ora in rotazione radiofonica, è distribuito da Believe Digital e segue le due raccolte di inediti, Qbnb e #SecondoLavoro.

Bossini, resta in scia o cambia rotta?

«Si cambia, “Kaleidos” è un disco multiforme e meno rock rispetto ai due precedenti, capace di abbracciare tutti i colori musicali. È stata un’evoluzione naturale, alla base c’è stata una ricerca di suoni diversi che ha portato a chitarre non più ruvide ma sottili e ricercate, passando dal pop all’elettronica e al rock, certo, perché il passato comunque non si cancella».

Se dice passato, dice Ligabue?

«La collaborazione con Luciano si è interrotta, sì, non ho partecipato ai lavori dell’ultimo album. Da un lato lui mi aveva fatto sapere che avrebbe voluto lavorare con musicisti differenti e dall’altro io ho deciso di dedicarmi totalmente al mio percorso da solista, ma credo sia il naturale andamento delle cose dopo dieci anni, i rapporti rimangono ottimi. Certo non posso che essere felice di aver fatto tre dischi, tre Campovolo e molte altre tournée al suo fianco, ma da qui in poi, seppur con una macchina più piccola, guido io».

E si parte da Poviglio, due anni dopo la fine di #acasatour.

«Quella del 2014 era stata una festa bellissima e la domanda era subito sorta spontanea: quando la rifacciamo? E allora eccoci qui, cogliendo l’occasione della presentazione del nuovo disco».

Che non a caso si chiama Kaleidos...

«L’essenza caleidoscopica dei pezzi dell’album, così diversi fra loro, è solo una della motivazioni che hanno portato alla scelta del nome, l’altra è la volontà di fare un omaggio al mio paese, piccolo ma ricco di passione musicale che favorisce la creatività. Kaleidos è appunto il nome del circolo Arci dove si trova la sala prove che è il quartier generale nostro e di molte altre band della zona».

Il 17 si suona e poi…

«Poi insieme al mio gruppo, Lorenzo Bigi, Matteo Tagliavini e Marco Massarenti, organizzeremo altre date perché abbiamo voglia di suonare questo nuovo disco a cui tanto abbiamo lavorato proprio al Kaleidos».

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