In viaggio con Silvestri, tra passato e presente
Il cantante romano incanta il pubblico tra giochi di memoria, riflessioni e grandi successi
REGGIO EMILIA. In piedi sotto al palco, sdraiati nel prato con i bambini o al bancone del Madiba, i tanti fan di Daniele Silvestri radunatisi nell’arena spettacoli di Festareggio hanno subito colto il «Benvenuti a casa nostra» dell’artista romano mettendosi a loro agio per due ore di musica tra passato e “Acrobati”, l’ultimo lavoro già disco d’oro.
«Sì perché almeno per questa notte la mia casa è Reggio Emilia» ha detto Silvestri creando un’atmosfera semplice e accogliente che, come sempre ai suoi concerti, non manca di ospitare alcuni spunti di critica politica e sociale come durante “L’appello”, canzone dedicata all’agenda rossa appartenuta al giudice Falcone e mai più ritrovata dopo la sua morte, durante la quale il pubblico ha manifestato la propria solidarietà sventolando in aria cartoncini rossi. Risveglio delle coscienze con “Il mio nemico”, dei cuori con “Ma che discorsi” e dei ricordi con brani dal passato come “Amore mio”, classe 1999, i live di Silvestri vogliono essere una serata in famiglia condivisa con la stessa band che lo sta accompagnando nel tour nei teatri: Piero Monterisi alla batteria, Gianluca Misiti alle tastiere, Gabriele Lazzarotti al basso, Duilio Galioto alle tastiere, Sebastiano De Gennaro alle percussioni e al vibrafono, Daniele Fiaschi alle chitarre, Marco Santoro al fagotto, alla tromba e ai cori.
Nominarli è d’obbligo visto che lo stesso cantautore li chiama in causa uno dopo ogni brano, in tutta calma, «Tanto avete tempo, no? Stasera me la sono presa un po’ larga…». E via a dialogare con il pubblico tra giochi di parole, come in “Le cose che abbiamo in comune”, e test improvvisati come sul complesso ritornello di “Quali alibi” lasciato cantare al pubblico: «Vediamo se avete studiato». Camicia e chitarra a tracolla, Silvestri sa far divertire come viaggiare. Sul palco con lui per lo spazio di due duetti di pura emozione, “Babilonia” e “Pochi giorni”, anche un altro cantautore italiano, Antonio Diodato, accolto dal pubblico a suon di applausi. Sul finale invece è l’attesa “Salirò” a non poter mancare, liberando la voglia di ballare lasciando poi l’arena all’aftershow con Mark Bee from Casa Cervi. (f.m.)
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