Gazzetta di Reggio

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La magia del Dinamico Festival rianima il Parco e il popolo

Enrico Lorenzo Tidona
La magia del Dinamico Festival rianima il Parco e il popolo

Grande successo per gli spettacoli di circo contemporaneo ospitati ai giardini pubblici. cornice ideale per famiglie e giovani alla riscoperta di un luogo altrimenti dimenticato

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REGGIO EMILIA Il Dinamico Festival è un trucco di magia. Chi, nei quattro giorni appena trascorsi, si è avventurato tra le piante storiche del Parco del Popolo, davanti ai proprio occhi ha visto svelarsi la magia del circo contemporaneo, recitato e giocato per la sesta edizione sotto tendoni e addobbi ispirati al secolo scorso, in chiave poeticamente nostalgica e vintage, come piace oggigiorno.

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Un incanto onirico che appare e scompare riaccendendo - e poi purtroppo subito dopo rispengendo - la vita comune nei giardini pubblici di Reggio Emilia, quelli intitolati a quel “popolo” che da tempo diserta o quantomeno evita i passeggi tra gli incredibili cedri del Libano, i platani e le sofore messe a dimora da fine Ottocento e divenute ora dei monumenti viventi, dove sorse anche l’asilo Diana, il “più bello del mondo”.

Questo fine settimana, però, la magia collettiva è tornata a pulsare: un esempio di armonia, plaid stesi sull’erba fino a tarda sera, passeggiate con carrozzine dei bimbi a seguito fino alle danze in levare con le band che hanno intrattenuto migliaia di giovani in una cornice ricca e originale, con tanto di zona ristoro che strizza l’occhi al target, con cibo vegan e succhi bio.

«Non sembra nemmeno di essere a Reggio» è il commento dolce/amaro che aleggia più spesso nell’aria, e che ricorda lo slogan provocatorio «Non siamo mica a Copenhagen», il progetto di rivitalizzazione di via Ariosto. Il festival diretto da Elena Burani è un piccolo collage di eventi alla “Cirque di Soleil”: 14 compagnie e artisti, 49 spettacoli in 4 giorni di festival, che calamitano a Reggio artisti di indubbio valore.

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