Quando Peppone e Don Camillo “entrano” anche in un giallo
Reggio Emilia: è ispirato alla bassa reggiana il libro con cui Giuliano Pasini ha vinto il premio Nebbia Gialla del Suzzara Noir Festival
SUZZARA. È ancora una volta la bassa reggiana con la sua tenacia e il suo attaccamento alle tradizioni a essere protagonista di pagine premiate della nostra letteratura. A vincere il premio NebbiaGialla per la letteratura noir poliziesca del Suzzara Noir Festival è stato infatti il libro “Il fiume ti porta via” scritto dal modenese Giuliano Pasini, edito da Mondadori e ambientato nell’immaginario paesino di Pontaccio, nel cuore della bassa reggiana.
«Ambientata nel 2001, questa storia affonda però le sue radici nel terremoto del maggio 2012 che ha risvegliato in me il fascino della Bassa che da sempre mi porto dentro per il coraggio e la forza della sua gente – spiega l’autore –. Vivo in Veneto ormai da qualche anno ma quelle scosse hanno alimentato in me l’urgenza di scrivere di quei luoghi che tanto amo facendo un tuffo nel mondo di Guareschi».
Ci sono infatti le atmosfere alla Peppone e Don Camillo alla base del giallo di Pasini che afferma come, nato a Zocca, da sempre riconosca nella Bassa il suo negativo fotografico, l’opposto del suo orizzonte di nascita che nel suo immaginario diventa un mondo affascinante diviso fra nebbia, zanzare e tanta fantasia. Senza discostarsi dalla sua cifra stilistica di gialli con parte storica e messaggio finale che lo ha già portato a pubblicare due libri di successo, “Venti corpi nella neve” dedicato alla Resistenza e “Io sono lo straniero” su follia e diversità, Pasini inventa Pontaccio ma non l’alluvione che nel ’51 ha colpito tanti paesi della Bassa né l’enogastronomia reggiana tipica che comanda cappelletti anche in agosto.
La trama vede l’investigatore Roberto Serra, momentaneamente sospeso dal servizio, alle prese con l’omicidio di un medico originario della piccola Pontaccio dove indagherà per nove giorni consecutivi, proprio nel momento in cui i temporali estivi hanno fatto alzare il livello del Po facendo temere una nuova alluvione. A colpirlo sarà in particolare la tenacia di Serenella, la ragazza ritratta in copertina che gestisce l’unico bar trattoria del paese, che farà di tutto pur di non abbandonare casa e lavoro.
«Il premio – spiega l’autore – è una grande soddisfazione per uno scrittore di seconda professione come me, che nella vita, tra il lavoro per una società di consulenza e tre figli, relega la scrittura nello spazio dalle 5 alle 7 del mattino. Quella di raccontare storie è la mia passione, spinto dal fascino immortale dei libri di Guareschi che non mancano mai sul mio comodino».
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