mondi a rischio
Se vogliamo salvare la biodiversità del mondo reale dobbiamo prenderci cura anche degli animali immaginari, quelli che hanno popolato per millenni i racconti popolari, le leggende e ogni sorta di...
Se vogliamo salvare la biodiversità del mondo reale dobbiamo prenderci cura anche degli animali immaginari, quelli che hanno popolato per millenni i racconti popolari, le leggende e ogni sorta di produzione artistica (si pensi alle cattedrali del Medioevo). L’architetto Vitaliano Biondi, ideatore della manifestazione guastallese, ne è talmente convinto che nel 2001 ha fondato con il celebre etologo Giorgio Celli il W.W.F.F. (dove l’effe in più rispetto al famoso W.W.F. sta per “fantastic”) che dovrebbe preoccuparsi della sopravvivenza degli animali fantastici. «Quante volte gli animali reali sono stati sterminati prima nell’immaginario – dice Biondi – riducendoli a prodotto di consumo, dimenticando che sono esseri viventi. Salvando gli animali fantastici o reali nell’immaginario, probabilmente, salveremo anche quelli reali nella realtà».
Domenica, dalle 10 alle 11.30 a Palazzo Ducale, si svolgerà l’incontro “De mirabilibus rerum naturae”, nel 500º anniversario della prima pubblicazione dell’Orlando Furioso, con una mostra sugli esseri immaginari della Padania e conversazione sulla zoologia e botanica parallela ed Ong.
E a proposito di Orlando Furioso nell’occasione la chiacchierata sarà aperta da queste ottave tratte dal canto IV: «Non è finto il destrier, ma naturale,/Ch'una giumenta generò d'un grifo:/Simile al padre avea la piuma e l'ale,/Li piedi anteriori, il capo e il grifo,/In tutte l'altre membra parea quale/Era la madre, e chiamasi ippogrifo;/Che nei monti Rifei vengon, ma rari,/Molto di là dagli aghiacciati mari».
Per fortuna ancora oggi, nel nostro immaginario sopravvive una favolosa mitologia sulle abitudini animali ben lontana da quella che può rivelare l’osservazione zoologica. «Si tratta di rimembranze di un’età medioevale in cui sono comparsi a pieno titolo animali che oggi abbiamo provato essere inesistenti come gli unicorni, le sirene, i draghi ma che ormai appartengono al nostro immaginario».
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