Gazzetta di Reggio

«Costumi, luci e scenografie questo è il teatro musicale»

di Giulia Bassi
«Costumi, luci e scenografie questo è il teatro musicale»

Vittorio Montalti, compositore della nuova versione dell’opera “L’aumento” «Ciò che più mi affascina è il mix delle arti più diverse in un lavoro d’équipe»

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REGGIO EMILIA. A proposito di problemi che ci circondano… Qual è una tematica più attuale di quella riguardante il nostro rapporto con il capufficio? Non c'è da ridere, anzi! A questo proposito, volendo chiedergli ad esempio un aumento, cosa si deve fare? Prima è bene fermarsi a riflettere per poi prendere il coraggio a due mani e andare nel suo ufficio. Potremmo trovarlo alla sua scrivania oppure prendere atto della sedia vuota… Questa tematica è trattata nell'opera “L'arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento”: una composizione da camera per un performer, due voci, ensemble ed elettronica che il Festival Aperto ha proposto ieri sera in prima assoluta alla Cavallerizza con replica domani alle ore 18.

Si tratta di un nuovo allestimento, una sorta di secondo debutto dopo la presentazione alla Biennale di Venezia del 2013 nell'ambito della quale l'opera ha riportato un grande successo. Creatore della musica è Vittorio Montalti e il libretto di Giuliano Compagno è tratto da “L'art et la manière d'aborder son chef de service pour lui demander une augmentation” di Georges Perec.

«Con questo progetto propongo una nuova produzione dell'opera (“L'aumento”) mantenendo la maggior parte del cast di partenza (Jo Bulitt e Ljuba Bergamelli) e aggiungendo un interprete di fama mondiale come Nicholas Isherwood - spiega il compositore che è nato a Roma ed ha studiato con Alessandro Solbiati e con Ivan Fedele, per poi perfezionarsi all'Ircam a Parigi -. La nuova versione prevede una nuova regia, un'estensione dell'opera con aggiunta di nuovi testi, e una revisione della parte strumentale ed elettronica».

Il soggetto dunque di quest' opera, è già svelato nel titolo; il testo parla di una delle situazioni più scomode che possano esistere per un impiegato, ossia presentarsi al proprio superiore chiedendo un aumento di paga. L'azione è semplice ma provoca numerosi dubbi e incertezze in chi la deve compiere: quando devo chiedere l'aumento? In che modo? Il mio capo sarà in ufficio? Sarà disposto a ricevermi? E sarà di buon umore per affrontare la questione?

Tutta una serie di interrogativi che diventano un forte spunto immaginativo per lo scrittore francese che, anziché scegliere una delle possibili situazioni, decide di rappresentarle tutte, mettendo così in scena l'incertezza del povero impiegato. Secondo il compositore, l'idea molto affascinante di Perec è stata quella di basare la struttura del racconto su un diagramma di flusso che contempla tutte le possibili soluzioni, scegliendo di percorrerle tutte. Il concetto di vincolo diventa così motore creativo; Perec era infatti uno dei rappresentanti di spicco dell'Oulipo, gruppo di letterati e matematici francesi fondato nel 1960, il cui credo partiva dal presupposto che colui che obbedisce a regole rigide ed arbitrarie, ma a lui perfettamente note, è molto più libero di colui che si crede libero perché ignora le regole a cui obbedisce. «Ciò che più mi affascina del teatro musicale è il rapporto tra il gesto fisico dell'attore o cantante e la figura musicale che questo esprime - puntualizza Montalti -. A livello compositivo il mio lavoro parte dal concetto di figura; penso spesso agli elementi musicali che metto in gioco come a dei personaggi, che non necessariamente narrano una storia, ma la cui presenza esprime un senso se riferita ad un universo irrazionale. Tanto quanto dal concetto di gesto sono attratto dall'idea di poter creare un'opera che coinvolga tanti mezzi diversi immergendosi in un lavoro d'équipe e dal fatto che si possa sviluppare il pensiero teatrale su diversi piani, veicolandolo attraverso modalità artistiche diverse. Per dirla con Luciano Berio, opera è il plurale di opus (lavoro). Il suo significato profondo rimanda quindi ad una grande macchina che racchiude al suo interno tanti lavori diversi (la musica, il testo, i costumi, le scenografie, le luci, il video … ) che mirano al medesimo obiettivo e concorrono alla creazione di un unico organismo». Interpreti principali dell'opera sono Jo Bulitt, Ljuba Bergamelli, Nicholas Isherwood con Icarus Ensemble diretto da Yoichi Sugiyama.

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