Gazzetta di Reggio

Le porcellane Taitù a Parigi, a dipingerle è una reggiana

Le porcellane Taitù a Parigi, a dipingerle è una reggiana

Reggio Emilia: l’azienda milanese protagonista alla fiera internazionale Maison&Objet. Silvia Cabassa disegna le collezioni più amate dai vip: «Ad ispirarmi è la natura»

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REGGIO EMILIA. Osservando le sue creazioni su porcellana e su tela, e che creazioni, la domanda sorge spontanea: “Scusi ma le idee non finiscono mai?”. La risata che ne deriva è la chiara risposta di Silvia Cabassa, artista reggiana e designer di Taitù, di ritorno dalla Maison&Objet di Parigi. La Fiera internazionale del design e dell'arredamento è stata l'occasione per rilanciare la storica azienda milanese leader nel design delle porcellane che da vent'anni vede nei disegni di Silvia Cabassa la guida di un lavoro in team basato su colore, creatività e amore per la natura.

«L'esperienza di Parigi - spiega - è stata davvero molto interessante, ci siamo trovati in piena linea con il trend dominante del colore in tutte le sue sfumature. Interessante anche il tema del gioco, dal circo alle carte, che rivela il forte bisogno di evasione e leggerezza di questi tempi, a maggior ragione in Francia. Il riscontro che abbiamo ottenuto è stato ottimo, ci sono dei veri e propri fans delle nostre linee...».

Qualche nome?

«Sulle riviste di design le porcellane di Taitù sono spesso protagoniste. E non è raro vederle in case di personaggi pubblici... a partire da Domenico Dolce e Stefano Gabbana che da tempo sono estimatori delle nostre collezioni. Alcuni mesi fa la popstar Kylie Minogue ha scelto come fotografia sul suo profilo di Instagram un’immagine che la ritrae accanto a un piatto di Taitù... Mica male».

Qual è la sua Musa?

«La natura è la mia principale fonte di ispirazione, ovunque essa sia. Esco fuori a guardare il mondo, mi nutro di libri e mi perdo nel web che permette di raccogliere anche le suggestioni più lontane. E' la stessa creatività che vogliamo sollecitare nei nostri affezionati, collezionare pezzi di disegni diversi per creare la propria tavola e la propria casa a seconda delle stagioni e dei momenti. I gusti sono differenti, c'è chi ama le fantasie e chi preferisce il bianco da variare anche solo con l'inserimento di un piatto rosso per il Natale, la libertà d'espressione è alla base del nostro lavoro e altrettanta ne vogliamo lasciare al nostro pubblico».

Come nascono le sue opere d'arte per Taitù?

«Semplicemente da schizzi a matita su carta perché credo nel calore, nella morbidezza e anche nei difetti del lavoro fatto a mano. Certo poi questo va trasposto su digitale e ammetto che all'inizio questo passaggio informatico non è stato semplice, ma poi siamo riusciti a coniugare con successo questi due aspetti».

In principio fu la pittura.

«Sì e continua ad essere la mia grande passione anche se ho poco tempo per dedicarmi ai quadri. Fin da piccola mia mamma aveva capito che per farmi stare ferma bastava un foglio di carta per disegnare.E’ una dote che ho coltivato all'Istituto Chierici e con il continuo studio personale accanto al quale non deve mai mancare la pratica quotidiana. E' solo esercitandosi che la mano rimane allenata».

Un allenamento che, a quanto pare, non è mai venuto a mancare.

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