Gazzetta di Reggio

Il programma: fino al 13 novembre quattro “spicchi” di Terra pensante

Il filo conduttore del Festival Aperto passa attraverso quattro aree di programmazione. Musica per il teatro e per lo spazio. La musica in conversazione con altre forme di espressione contemporanea,...

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Il filo conduttore del Festival Aperto passa attraverso quattro aree di programmazione.

Musica per il teatro e per lo spazio. La musica in conversazione con altre forme di espressione contemporanea, nell’invenzione degli spazi, nella ridefinizione permanente del rapporto pubblico/performance. Dopo “L’arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento” di Vittorio Montalti, da Georges Perec, si passa alle tradizioni millenarie del mondo condite da video arte con “Reka” di Yuval Avital (al Valli l’1 ottobre), e alla videoinstallazione “Passage through the World” di Mohsen Namjoo, Shoja Azari e Shirin Neshat (Cavallerizza, 8 e 9 novembre).

Il suono organizzato. È un concetto centrale nella musica di Edgard Varèse, il compositore del ’900 più in anticipo sui tempi, che ha inaugurato la “categoria” il 24 settembre. Il viaggio ora prosegue a Oriente, nella civiltà musicale dell’Iran. Divertimento Ensemble e Mehraein Ensemble, sotto la direzione di Sandro Gorli, esplorano “La musica iraniana fra presente e passato” con tre giovani compositori dell’Iran contemporaneo (e altrettante prime esecuzioni), e una seconda parte di concerto dedicata alla straordinaria tradizione musicale persiana di repertorio e liuteria (Cavallerizza, 17 ottobre). “Atmosfere” è invece una maratona pianistica appositamente costruita per il festival, con musiche da Francia e Stati Uniti. I tre migliori pianisti italiani dediti al contemporaneo: Emanuele Arciuli, Ciro Longobardi, Andrea Rebaudengo, per un’esperienza immersiva di 4 ore, da Phili Glass, a Pierre Boulez a Erik Satie, fino a un nuovo pezzo per 3 pianoforti di Mauro Montalbetti in prima assoluta (Cavallerizza, 30 ottobre). In un contesto di ricerca libera e non ortodossa, il concerto di Off-Topic Ensemble diretto da Renato Rivolta associa musiche dell’avanguardia colta e del rock progressivo (Sala degli Specchi del Valli, 12 novembre). Infine Matthew Herbert, consacrato guru dell’elettronica, Enrico Rava, acclamato guru del jazz europeo, e l’apprendista stregone Giovanni Guidi si esibiranno tra improvvisazione e techno all’Ariosto l’11 novembre.

Reggioemiliadanza. È inclusa nel Festival Aperto, oltre che nel cartellone della danza, la Hofesh Shechter Company interprete di “Barbarians” come anche lo spettacolo di Aterballetto con “Lego” di Giuseppe Spota e la prima assoluta di “Words and Space” di Jiri Pokorny. Ritorna Virgilio Sieni con la pièce “Canti” per il progetto di formazione per giovani danzatori finalizzato alla creazione di una coreografia inedita, mentre la Compagnia Virgilio Sieni, sarà protagonista di “Cantico dei Cantici”. Occasione di riflessione sulla complessità e la violenza non-pensante del presente è la performance de Les Ballets C de la B (9 danzatori/voci) del coreografo belga Alain Platel dal titolo “Nicht schlafen” (non dormire). Si segnala (anche questo nel cartellone della danza) la Peeping Tom con “Moeder”, mentre ritorna Cristiana Morganti, amatissima danzatrice della Tanztheater Wuppertal in una performance sulla “rabbia”, (Cavallerizza, 25 e 26 ottobre); quindi l’evento performativo intitolato “Cinématique” di Adrien Mondot, che affianca danza, circo contemporaneo e tecnologia, della Compagnie Adrien M / Claire B.

Danza italiana. Per quest’area viene presentato il lavoro site specific di Nicola Galli “Mars” nella chiesa di San Carlo (28 ottobre), dedicato a Marte, alla ricerca di analogie e differenze con la Terra; mentre allude alla Antala Ichsinensis (pianta che cresce in India e dà l’idea di essere stato trasformato in specchio a chi la mangia) la pièce “Antala” di Annamaria Ajmone per una nuova tappa del suo progetto di ricerca sulle “pratiche di abitazione temporanea” costruite in spazi di funzionalità altra rispetto alla scena (Musei).

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