Gazzetta di Reggio

Meridiani, dal Tricolore al Lambrusco

Meridiani, dal Tricolore al Lambrusco

Il nuovo numero, in edicola domani, dedicato a Reggio e alla sua provincia

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REGGIO EMILIA. L'autunno è per Meridiani il tempo della bella provincia italiana. Da un paio d'anni infatti il numero che va in edicola a fine settembre viene dedicato a quei preziosi territori che in genere non trovano molto spazio in una pubblicazione che, da 29 anni, ha come bacino d'attenzione il mondo intero. Due anni fa toccò a Verona-Vicenza-Padova, l'anno scorso a Langhe-Roero-Monferrato.

Domani sarà il turno di Parma-Reggio-Modena. Città e province che paiono contigue - e naturalmente lo sono - ma che pure hanno identità distinte, pur se nella morbidezza del paesaggio spesso è difficile trovare le differenze. La struttura del fascicolo, ricchissimo di foto assolutamente esclusive, è essa stessa frutto di una mediazione. La scelta di Meridiani, infatti, è stata quella di alternare segmenti del giornale interamente dedicati a una specifica meta (dunque Parma, poi Reggio, poi Modena, naturalmente con le rispettive province) ad altre parti necessariamente trasversali: come si sarebbe potuto, altrimenti, “fare a pezzi” l'antico dominio di Matilde di Canossa; oppure il luccicante mondo delle balere e della vita notturna e musicale; o, soprattutto, una esperienza enogastronomica cui in Emilia è difficile porre confini? Il prosciutto, il Parmigiano Reggiano, il Lambrusco, la pasta fresca, non possono essere limitati da paletti campanilistici. E gli anolini di Parma che a Reggio diventano tortellini? E l'erbazzone, che diventa morazzone e appena più in là scarpazzone? Insomma, un territorio unico ma con infinite declinazioni. Fra l'altro: al senso di questa Emilia per il buon gusto è stato dedicato uno spazio particolare: 22 pagine che si aprono con una intervista-ritratto a Massimo Bottura, modenese, eletto qualche mese fa miglior chef del mondo.

A Reggio Emilia, Meridiani ha dedicato spazio particolare alla nascita del Tricolore, ai suoi luoghi e a quel tonante “formez vos bataillons” che Napoleone Bonaparte rivolse ai cittadini dopo la battaglia di Montechiarugolo. Non è però stato dimenticato il fascino delle due piazze con tre teatri, in pieno centro, e nel nome di Giovannino Guareschi e Don Camillo è stato tracciato un itinerario culturale che unisce letteratura, pittura (i grandi naif locali) e spettacolo di strada (le marionette di Otello Sarzi). Cui è stato aggiunto un reportage fotografico sulla nuova stazione dell'Alta velocità disegnata dall'archistar Santiago Calatrava: lunghe, singolari, grandi, inattese ondate di metallo bianco nella pianura emiliana.

Per ribadire questo concetto (continuità nella diversità) il giornale ha scelto uno sviluppo su tre copertine distinte: una dedicata all'area parmense (il fiabesco castello di Torrechiara), una per l'area reggiana (l'elegante teatro Municipale dedicato a Romolo Valli), una per quella modenese (il Duomo, la Ghirlandina, la piazza tutelata dall'Unesco). Ma è solo un gioco editoriale: il fascicolo, nel suo insieme, è uno e trino.

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