Gazzetta di Reggio

L’eccidio di Bettola, il film nelle sale

Cavriago, la prima de “La rugiada di San Giovanni” stasera al cinema Novecento

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CAVRIAGO. Debutta finalmente “La rugiada di San Giovanni”, il film di Christian Spaggiari dedicato all’eccidio della Bettola, una delle più sanguinose stragi compiute dai nazisti in terra reggiana durante i tre anni scarsi di occupazione.

Stasera alle 21 il lungometraggio verrà proiettato in prima assoluta al Multisala Novecento di Cavriago, dove rimarrà in programmazione sino a mercoledì 5 ottobre. Saranno presenti i due principali autori, il regista Christian Spaggiari e la sceneggiatrice Samanta Melioli, entrambi vezzanesi di origine, di nuovo insieme dopo diversi cortometraggi. E ora impegnati in un progetto ancora più ambizioso, dedicato alla vicenda dei fratelli Cervi. A far loro compagnia, diversi dei protagonisti del film, fra cui Beppe Carletti. Il fondatore dei Nomadi appare brevemente nel filmato e ha curato tutte le musiche. Ospite d’onore sarà senza dubbio Lilli, Liliana Delmonte, l’unica superstite della strage, ferita gravemente dai tedeschi nella notte della strage e poi salvata dai vicini che la ritrovarono il giorno seguente. Liliana ha seguito le varie fasi della lavorazione de “La rugiada di San Giovanni”, fornendo consigli e ricostruzioni, ed è stata ovviamente invitata alla prima, frutto di lunghi mesi di lavoro nelle colline dell’Appennino reggiano, dove sono state ricostruite le scene di vita agricola degli anni ’40. E dove decine di comparse locali hanno interagito con alcuni attori noti, fra cui la reggianissima Ivana Monti, tornata per l’occasione a recitare nella sua montagna. Il film ricorda il massacro della notte di San Giovanni, il 24 giugno 1944, quando 32 abitanti della borgata de La Bettola, al confine fra Vezzano e Casina, furono uccisi dalle truppe occupanti tedesche come rappresaglia per un’azione partigiana (fallita): in uno scontro alla Bettola morirono due militari nazisti e tre partigiani, e il comando tedesco di Casina organizzò la violentissima repressione che portò all’uccisione a sangue freddo di anziani, donne e bambini nel giro di poche ore. Fra le vittime, molte persone sfollate da altre zone e rifugiatesi all’osteria della Bettola, dove credevano di trovarsi al sicuro. (adr.ar)

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