Quando le paure dei bambini nascondono una “lezione”
Le opere dell’Atelier dell’Errore, nato a Reggio Emilia nel 2002, approdano a Londra. In mostra disegni di animali ispirati ai maestri del Trecento e Seicento italiano
LONDRA. Da Reggio a Londra per insegnare che non esiste una sola realtà, un solo sguardo.
È il “viaggio” intrapreso dall’Atelier dell’Errore, nato nel 2002 su iniziativa dell’artista visivo Luca Santiago Mora per i bambini seguiti dalla Neuropsichiatria Infantile dell’Ausl di Reggio Emilia. Alla base del progetto originario c’era l’idea che vedere le cose da diverse prospettive fosse un modo proficuo per entrare a patti col mondo, con il nostro stare al mondo. Ma la trasferta in Inghilterra nasconde anche un altro obiettivo: dimostrare come alcuni temi e archetipi siano immortali.
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Per farlo i ragazzi dell’Atelier dell’Errore hanno collaborato con Moretti Fine Art – galleria specializzata in arte antica e situata nel cuore di Londra, in Ryder Street – e hanno “dialogato” con i grandi maestri italiani del passato.
Da sempre il loro immaginario espressivo è votato alla rappresentazione degli animali come figure ancestrali, organismi viventi estranei a ogni tradizionale ordine di classificazione scientifica. Gli animali dell’Atelier incarnano le paure e le sconfitte di chi li ha disegnati, ma ancor più il loro bisogno di protezione e la loro potente voglia di riscatto. Animate da un’energia visionaria, le opere dell’Atelier nascono da un’esigenza dei ragazzi di rassicurazione e di sostegno per la conquista di autostima e fiducia in se stessi e per la crescita di un proficuo sistema di relazione con gli altri.
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Nella mostra “The Guardian Animals + other invisible beings” – che è stata realizzata in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara e sarà inaugurata oggi alla Moretti Fine Art – gli animali dell’Atelier dell’Errore fanno da contraltare a santi e arcangeli del Trecento e Seicento italiano.
L’esposizione si apre con “The Fairy Queen”, una video-installazione che invita lo spettatore e lo conduce all’interno di un viaggio emozionale e immaginifico. La mostra si sviluppa poi nelle sale della galleria con due diversi e complementari corpi di lavoro. Nel primo, in dialogo col dipinto trecentesco su fondo oro “L’Arcangelo Michele” di Andrea de Bartoli, l’Atelier si è cimentato per la prima volta con il disegno su “fondo nero” in cui i disegni propongono una rilettura, in chiave entomologica, della tradizione iconografica classica sui sette vizi capitali. Il dualismo, non solo formale, tra il fondo oro del dipinto di Andrea de Bartoli – che rimanda a una luce assoluta – e il nero dei disegni dell’Atelier – inteso come assenza di luce e profondità assoluta – ne costituisce il motivo conduttore.
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Il secondo corpo di lavori si compone di alcuni grandi disegni su fondo bianco, perlopiù di formato irregolare, accolti in scrigni lignei, che vengono accostati nella prima sala al tondo seicentesco “L’Angelo Custode” di Carlo Dolci e nella seconda sala alla piccola tavola lignea di Luca Signorelli raffigurante Sant’Antonio Abate. Ispirazione, conduzione e cura emergono dalla raffigurazione di entrambe le opere. La prima come paradigma dell’attitudine sociale ed espressiva dell’Atelier inteso come “opera d’arte relazionale”: la capacità dei ragazzi di affidarsi e di farsi carico degli altri, proponendosi a loro volta come guida e punto di riferimento per i più fragili. La seconda in cui il Santo, che la tradizione popolare associa a protettore degli animali, incarna la ricerca di purificazione e di liberazione attraverso una vita semplice e di lavoro costruttivo.
In esposizione anche il volume “Atlante di zoologia profetica” (a cura di Marco Belpoliti, Corraini Edizioni). Il libro, concepito dopo l’esposizione “Uomini come cibo” (Milano, giugno-settembre 2015), si presenta come un atlante che accoglie numerose tavole delle opere dell’Atelier e una serie di contributi multidisciplinari sull’arte e sulla particolarità ed eccezionalità del lavoro dei ragazzi dell’Atelier.
Il progetto sarà anche protagonista di un incontro all’Istituto Italiano di Cultura di Londra, durante il quale Arturo Galansino (direttore generale di Palazzo Strozzi, Firenze) e Massimiliano Gioni (direttore associato e direttore mostre del New Museum, New York), moderati da Marco Belpoliti (scrittore e critico letterario), dialogheranno sulla visione e la pratica dell’Atelier dell’Errore. Un’altra eccellenza made in Reggio.
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