Gazzetta di Reggio

E il corpo dialoga con l’io in un movimento fluttuante

di Giulia Bassi
E il corpo dialoga con l’io in un movimento fluttuante

Questa sera alle 20.30 debutta al Teatro Valli la coreografia “Words and Space” Realizzata per Aterballetto da Jirí Pokorný, è un racconto personale e poetico

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REGGIO EMILIA. Con la prima assoluta di “Words and Space” (Parole e Spazio) del coreografo Jirí Pokorný, Aterballetto si presenta al festival Aperto con uno spettacolo in programma stasera (ore 20.30) al teatro Valli.

Pokorny è stato danzatore del Nederlands Dans Theater dove ha lavorato con coreografi come Jiri Kylian, Mats Ek, Ohad Naharin, Paul Lightfoot, Sol Leon e Crystal Pite. È sotto la direzione di quest’ultima che ha coronato la sua carriera da danzatore presso la compagnia KiddPivot Frankfurt.

Le sue prime creazioni sono per l’NDT2, la compagnia junior del prestigioso Nederlands Dans Theater. In seguito ha creato per compagnie in Germania, Repubblica Ceca, Ungheria e Stati Uniti.

Chiamato dalla direzione artistica di Aterballetto ha creato per la Compagnia “Words and Space” su musiche barocche ed eleborazioni sonore della sound designer Yukari Sawaky. “Words and space” proietta immagini in movimento di un dipinto o di un libro traboccante di storie fluttuanti, è un racconto personale, intimo e poetico.

La creazione – che arricchisce il repertorio della compagnia – rappresenta la metafora di un dialogo intrapersonale: il corpo di un individuo all’interno di uno spazio nell’atto di cimentarsi in un “monodialogo”, un dialogo con il proprio io. Le parole, nel loro libero fluire, possono unirsi a formare frasi di senso compiuto in una unità di tempo o rimanere isolate, si perdono e si ritrovano nella poesia del movimento. La pièce è un racconto personale, intimo e poetico proietta immagini in movimento di un dipinto o di un libro traboccante di storie fluttuanti.

Altra coreografia della serata è il delizioso di Johan Inger che ha debuttato con straordinario successo la scorsa primavera al Comunale di Modena. «Il punto di partenza di questo nuovo spettacolo – spiega il corografo svedese – è la musica del Köln Concert di Keith Jarrett, che, oltre che il sottoscritto, ha inspirato e toccato milioni di persone grazie al suo, secondo me, perfetto tempismo nell’attirare una generazione che si muoveva da una parte all’altra della propria vita. Il mio compito, insieme a quello dei danzatori, è quello di raccontare come ci relazioniamo con questa musica iconica. Nel modo in cui incontriamo questa musica con gli occhi di oggi, è presente sia una sfida compositiva che emotiva. Essere presenti qui e ora, come lo è stato Keith Jarrett quando suonò la prima volta, è quello che noi stiamo cercando».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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