Veneri fa “cantare” un Érard del 1867
Il pianoforte è stato restaurato dalla Casa Del Rio, concerto alle 17
REGGIO EMILIA. Appuntamento imperdibile per Soli Deo Gloria (oggi alle 17 a Palazzo da Mosto) durante il quale sarà possibile ascoltare il pianoforte storico a coda Érard del 1867, presentato all’Expo Universale di Parigi e che fa parte della collezione privata di Casa Musicale Del Rio: bellissimo strumento originale, perfettamente restaurato nella meccanica, nella tastiera e nel mobile. Capolavoro di ebanisteria francese, in noce massiccio impiallacciato, dipinto a mano in foglia d’oro, tastiera di 85 tasti in avorio ed ebano, due pedali, sonorità d’epoca, aperta e colore brillante. «L’idea dei concerti – spiega Lorella Del Rio – nasce dal restauro finalmente ultimato dello strumento e anche dalla constatazione che la musica antica viene normalmente eseguita su strumenti moderni e, di conseguenza, dalla radicata esigenza di riproporre la musica dei grandi compositori sui loro strumenti originali». Il primo incontro, una sorta di lezione-concerto ha come protagonista il pianista Claudio Veneri, interprete di repertori su strumenti originali, docente di pianoforte storico al conservatorio Morlacchi di Perugia (unica cattedra in Italia). Veneri possiede anche una collezione privata che è la sintesi dei 300 anni (1700-2000) di storia del pianoforte, caratterizzata dalle cinque scuole di costruttori – viennese, tedesca, inglese, francese ed italiana – che hanno prodotto il repertorio scritto dai grandi compositori.
«Il marchio Érard, nella storia, si impone come uno dei più importanti – commenta l’esecutore –. Senza questi meravigliosi pianoforti non sarebbero esistiti gli Steinway & Sons o gli Yamaha di oggi. Sébastien Erard, genio della meccanica, inventa, progetta e realizza i pedali dell’arpa moderna ampliandone a dismisura le potenzialità e, per il pianoforte, il meccanismo di “doppia ripetizione”, cioè quel “doppio scappamento” che contraddistingue ancora oggi le meccaniche di tutti i pianoforti moderni. Suonare su un Érard permette di ricostruire il pensiero dei grandi compositori, avvicinarci al loro linguaggio più puro, ricercando l’anima di ciascun brano proprio attraverso il suono così diverso da quello che conosciamo dei moderni strumenti». Il concerto (con Chopin, Liszt, Debussy, Ravel, Rachmaninov) è a ingresso libero. Le offerte saranno devolute al Centro Aiuto al Bambino di Reggio Emilia. (g.b.)
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