Reggio nel vino Il Lambrusco ancora in testa
La bottiglia “da comprare subito”: il frizzante dell’azienda agricola “ Le Barbaterre”
REGGIO EMILIA. Con una veste rinnovata quanto a contenuti, si presenta la guida dei Vini dell'Espresso 2017: un cambio radicale d'impostazione che comprende anche nuovi parametri di giudizio senza i fatidici punteggi. A questo proposito, la prima parte presenta tre classifiche delle etichette Top100 suddivise in: vini da bere subito, comprare e conservare. A seguire una descrizione delle aziende produttive dei vini che rientrano in queste classifiche, quindi un’ultima sezione, suddivisa per regione, con una presentazione generale alla quale segue la citazione dettagliata delle varie tipologie vinicole riportando le aziende produttrici più pregevoli.
Nella premessa si menziona un giudizio sull'annata, il 2015, delle bottiglie che riguarda il nostro lambrusco, “da considerarsi buona, stemperata dalle piogge che soprattutto in agosto, si sono rivelate provvidenziali”. Per quanto riguarda i vini reggiani in relazione alle classifiche Top100 spicca, il Lambrusco Le Barbaterre al quale la guida attribuisce un' eleganza austera e toni fruttati. “La bocca frizzante trova precisa corrispondenza gustolfattiva. Formato in gran parte da uve di Grasparossa, Salamino e Mallo Gentile, ha un'anima contadina, ma è anche fruttato e terroso. Pieno di chiaroscuri e piccole sorprese. In bocca è elegante e asciutto Un esempio di equilibrio e di bevibilità”. Questo lambrusco si trova all'81° posto dei vini "da bere subito": vale a dire da stappare con piacere da oggi, giorno in cui esce la guida. Questo non significa che però si tratti di vini in scadenza, poiché piacere e soddisfazione immediata non significano assenza di serbevolezza: racchiude cioè il potenziale per invecchiare bene. Nella descrizione del prodotto si cita l’azienda di proprietà dei figli di Massimiliano Bedogni, con Erika Tagliavini come responsabile di cantina e Paolo Posenato quale enologo, che secondo la guida è riuscita a trovare un equilibrio stilistico di ottima fattura mentre per quanto riguarda i terreni di produzione si sottolinea la loro felice collocazione a 330 metri di altitudine in una zona ventilata e soleggiata nelle Terre Matildiche a Bergonzano. La cantina, nata nel 2005, vanta una vasta produzione di biologici che comprende anche altri vini (il Pinot nero e il Cabernet Sauvignon e i metodi classici Blanc de Noirs, Blanc des Blancs e Rosè) a testimonianza della rigorosa espressione "di una viticoltura solida e ben impostata". L'azienda agricola è stata costruita secondo le migliori tecniche ecosostenibili, per ridurre al minimo l'impatto ambientale in un contesto di tranquillità e benessere a stretto contatto con la natura circostante.
Nella parte della guida riguardante le diverse tipologie vinicole, sotto la voce "Lambrusco Igt", troviamo sette aziende reggiane che sono pressoché tutte quelle menzionate nella guida dei vini 2016: le storiche case produttrici: Quarticello (Lambrusco Neromaestri rifermentato in bottiglia; azienda agricola Bini Denny - Podere Cipolla (Lambrusco Libeccio); Tenuta La Piccola (Lambrusco Nero di Cio'); Rinaldini Paola (Lambrusco Vecchio Moro); Cantina Arceto (Vigna Lambrusco Migliolungo); Lini 910 (Lambrusco scuro); Cinque Campi (Lambrusco Cinque Campi Rosso Fermentato in bottiglia) I terreni e le vigne di quest'ultima azienda – una new entry – sono situati a Puianello; dal 1980 prende il nome dall'appezzamento principale, e dal 2003 si formalizza la gestione bio, già praticata di consuetudine e inizia l'imbottigliamento e l'etichettatura. Nel 2005 è iniziato un importante lavoro di recupero e reimpianto di vitigni autoctoni.
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