Gazzetta di Reggio

Sorrentino “pesca” a Reggio Emilia per la serie The Young Pope

di Sandra Campanini
Sorrentino “pesca” a Reggio Emilia per la serie The Young Pope

Il montaggio è di Cristiano Travaglioli, di Alberto Melloni i consigli sul Vaticano. Il regista: «Come dice il mio consulente, solo i preti intelligenti apprezzeranno»

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REGGIO EMILIA. Le prime due puntate della serie originale “The Young Pope”, scritta e diretta dal premio Oscar Paolo Sorrentino e interpretata dal due volte nominato all’Oscar Jude Law e dal premio Oscar Diane Keaton, sono state l’evento speciale, fuori concorso, della 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

E la cosa non può che farci piacere dato che, in “The Young Pope”, c’è anche qualcosa di Reggio Emilia. Non solo il montaggio è stato curato dal reggiano Cristiano Travaglioli, ma Sorrentino si è rivolto ad Alberto Melloni (noto storico reggiano) per la parte di sceneggiatura riferita al Vaticano. “The Young Pope” è una produzione originale Sky, HBO e Canal+ che andrà in onda da venerdì 21 ottobre su Sky Atlantic in cinque Paesi (Italia, Regno Unito, Germania, Irlanda e Austria) e in Francia su Canal+.

La serie racconta la storia di Lenny Belardo, alias Pio XIII, il primo Papa americano della storia. Giovane e affascinante, la sua elezione sembrerebbe il risultato di una strategia mediatica semplice ed efficace del collegio cardinalizio.

Ma, com’è noto, le apparenze ingannano. Soprattutto nel luogo e tra le persone che hanno scelto il grande mistero di Dio come bussola della loro esistenza. Quel luogo è il Vaticano, quelle persone sono i vertici della Chiesa. E il più misterioso e contraddittorio di tutti si rivela Pio XIII. Scaltro e ingenuo, ironico e pedante, antico e modernissimo, dubbioso e risoluto, addolorato e spietato, Pio XIII prova ad attraversare il lunghissimo fiume della solitudine dell’uomo per trovare un Dio da regalare agli uomini. E a se stesso.

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Paolo Sorrentino anche in questa sua nuova avventura si è avvalso della collaborazione di Cristiano Travaglioli, reggiano che vive da anni a Roma, appezzato autore del montaggio di tutti i film di Sorrentino da “Il divo” in poi e di “Anime nere” di Francesco Munzi. Accanto a Paolo Sorrentino un altro reggiano: Alberto Melloni, storico e studioso di storia del cristianesimo e in particolare del Concilio Vaticano II. Ne “Il sabbatico”, settimanale di cultura da lui curato, Alberto Melloni ha dichiarato che nel cinema di Sorrentino troviamo una costante, la solitudine. Il tema è iniziato con l’indagine della solitudine del potere di Andreotti ne “Il divo” ed è proseguito in tutti i film successivi, in particolare ne “La grande bellezza” e in “The youth”. in “The young pope” Sorrentino racconta la solitudine estrema della fede nel momento in cui incontra i propri limiti.

Un momento in cui la solitudine diventa più mordace e che può portare a due risultati: la infinita sapienza o la più turpe depravazione. Sorrentino in un’intervista riguardo a come sarà accolta la serie tv dal Vaticano ha dichiarato: «Il mio bravo consulente per le cose vaticane, Alberto Melloni, che ne sa più di me, dice che sarà amata dai preti intelligenti. Da quelli che vogliono capire i lati oscuri e meravigliosi delle loro biografie. C’è anche chi ha avuto da ridire sul fatto che ho raccontato un papa conservatore mentre adesso Francesco sta rivoluzionando la Chiesa. Sempre Melloni mi ha avvertito che non è affatto improbabile che il prossimo papa sia un restauratore del vecchio ordine. È l’alternanza».

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