In arrivo un libro sui Pearl Jam scritto da due fan reggiani
Reggio Emilia, la rock band per eccellenza, nell’anno di grazia 2016, raccontata da due espertissimi appassionati e studiosi reggiani
REGGIO EMILIA. La rock band per eccellenza, nell’anno di grazia 2016, raccontata da due espertissimi appassionati e studiosi reggiani. Sta viaggiando altissimo nelle classifiche di vendita online dei libri “Pearl Jam Evolution”, volume biografico sui Pearl Jam scritto da Luca Villa e Daria Moretti, forti della loro quindicennale esperienza come curatori del sito pearljamonline.it
Fan dei Pearl Jam dai giorni dell’adolescenza, quando la band di Seattle distruggeva record di vendita ai tempi del grunge, dal 2001 hanno messo in piedi un curatissimo portale che col tempo è diventato un riferimento non solo per i fans italiani ma anche per quelli americani, venendo spesso ripresi da testate famosissime grazie alle anticipazioni sui Pearl Jam e sui loro progetti.
“Pearl Jam Evolution” è formalmente la ripresa del primo volume realizzato nel 2009, ma le differenze sono tante: la parte principale è stata radicalmente rivista e ovviamente sono stati aggiunti gli ultimi 7 anni di musica e cronaca. Il percorso è dettagliatissimo, 472 pagine con la storia, la discografia, curatissime appendici sempre amate dai collezionisti e quattro interviste esclusive a musicisti che a vario titolo hanno incrociato gli strumenti con i cinque componenti della rock band di Seattle. Sono Mark Arm, Jack Irons, Dave Krusen, Stone Gossard e Richard Stuverud, nomi ben noti agli appassionati del grunge. Il libro, in italiano, è stato accolto con grande attenzione, ritrovandosi anche al secondo posto delle classifiche di Ibs, il principale portale italiano per l’acquisto di volumi, nella categoria dei libri musicali.
E ora ci si prepara per la prima presentazione dal vivo, fissata domenica 13 novembre a Scandiano al pub Red Mosquito, luogo ideale visto che “Red Mosquito” è il titolo di un bellissimo brano dei Pearl Jam tratto dall’album No Code.
«Non pensavamo di avere questi risultati come vendite, oltre che come gradimento – dice Luca Villa – siamo molto orgogliosi del lavoro fatto e di come lo abbiamo fatto, auto producendoci. Una scelta fatta per avere la massima autonomia sullo stile, l’impostazione e la parte grafica, mentre nel 2009 il primo volume fu scritto pensando alle indicazioni dell’editore». Al libro si arriva dopo 15 di lavoro sul sito: «ormai siamo un discreto riferimento anche fuori dall’Italia, le riviste ci cercano e ci citano, e anche noi ci adeguiamo, sui social network cerchiamo sempre più di comunicare in inglese, soprattutto su Twitter e Instagram».
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