Gazzetta di Reggio

Al Moma il fotografo della giustizia

di Cristina Fabbri
Al Moma il fotografo della giustizia

Alessandro Rizzi ha immortalato la marcia “Justice of all” e ora il suo libro è esposto a New York

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REGGIO EMILIA. L’ultimo libro del fotografo reggiano Alessandro Rizzi approda al MoMa e al Metropolitan Museum of Art (noto anche come il “The Met”) di New York, due fra i più grandi e importanti musei del mondo.

Nativo di Castelnovo Sotto, con uno studio in centro a Reggio Emilia (da pochi mesi nel palazzo dei creativi di via dei Due Gobbi), Rizzi è di fatto un cittadino del mondo. Lo raggiungiamo telefonicamente quando ha appreso da pochi giorni l’importante notizia: «Sono molto contento, è davvero una grande soddisfazione», afferma. Inizia così a raccontarci un po’ di più del volume, un progetto al quale ha tenuto molto sin dal principio. «Si intitola “Sculptures” – spiega – ed è a tutti gli effetti un instant book con le fotografie che ho scattato a Washington il 13 dicembre 2014, più precisamente durante la manifestazione di protesta sui diritti civili degli afroamericani, avvenuta nella capitale dopo le morti e gli scontri di Ferguson».

Dunque il volume di Rizzi documenta la marcia di “Justice of all”, un evento storico, e mette in luce il suo interesse per i temi sociali, per le condizioni degli afroamericani. «Un lavoro che ha richiesto mesi di preparazione prima che immortalassi quella singola manifestazione», aggiunge.

“Sculptures” (edito da Yard Press, 2015) ha suscitato subito molto interesse sia per il tema affrontato, sia perché è un libro costruito in modo molto particolare. «Le pagine sembrano uscire dall’acqua», spiega a tal proposito Rizzi.

Una volta stampato è stato inserito da Kaleid Editions London tra i 30 migliori libri d’arte del 2016. «Essendo stato selezionato, lo staff di Kaleid ha iniziato a proporlo nei principali musei del mondo – racconta il fotografo reggiano –. Finché qualche giorno fa è stato acquistato e inserito nelle collezioni di arte del MoMa e del Met». Rizzi andrà presto negli Stati Uniti per incontrare le istituzioni che hanno accolto la sua opera che fa parte di una trilogia: «Sto lavorando agli altri due volumi».

Ricordiamo che Alessandro Rizzi negli ultimi 10 anni ha vissuto tra Italia, Cina, Libano e Giappone, lavorando al suo Never Ending Project sulle grandi città del mondo, e collaborando a diversi progetti editoriali in Italia e all’estero.

Dal 2001 al 2009 ha fatto parte dell’agenzia Grazia Neri e GettyImages, negli stessi anni ha vinto il premio 3M Italia come miglior fotografo italiano under trenta. Ha partecipato a Fotografia Europea nel 2010 e nel 2013, e i suoi lavori sono stati esposti in giro per il mondo: dall’Europa agli Stati Uniti, dal Medio Oriente all’Asia.

Il suo primo libro, “Vision From Another World”, è andato sold out. Flash Art, Arte e Critica, Velvet e Time Magazine lo hanno inserito tra i maestri della street photography. Negli anni ha lavorato per il New York Times Magazine, il Time Magazine, Internazionale, D la Repubblica delle Donne, The Sunday Telegraph, Marie Claire, Amica, Velvet, Esquire e The Wall Street Journal Magazine. Per maggiori informazioni: www.alessandrorizzi.com, www.kairosbooks.com.

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