Gazzetta di Reggio

Tra la carne degli uomini con “Red Desert Now”

Tra la carne degli uomini con “Red Desert Now”

Rubiera, alla Corte Ospitale 30 artisti interpretano l’immortale film di Michelangelo Antonioni

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RUBIERA. Sarà inaugurata sabato 22 ottobre alla Corte Ospitale (ore 18) la mostra “Red Desert now”: 30 artisti che attraverso la fotografia e il video si sono confrontati nel tempo con Deserto rosso di Michelangelo Antonioni.

A più di cinquant’anni dalla sua comparsa – il film venne premiato con il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia del 1964 – l’esposizione intende riportare l’attenzione su un’opera radicale e anticipatrice, la cui influenza sulla cultura fotografica italiana e internazionale del secondo dopoguerra rimane in gran parte da indagare.

Nel 2014 Linea di Confine aveva indetto un bando aperto a tutti i fotografi per la realizzazione di progetti a carattere visuale sulle tematiche del film. A fine 2015 gli autori selezionati sono stati otto, sui 47 partecipanti iniziali, a cui si sono aggiunti autori italiani per i quali il film è stato in qualche modo fondativo per la loro ricerca, come Guido Guidi, William Guerrieri, l’artista concettuale Franco Vaccari – con ”Omaggio all’Ariosto” del 1974 –, la fotografa Sabrina Ragucci e lo scrittore Giorgio Falco. Contemporaneamente gli studenti della Hochschule für Grafik und Buchkunst di Lipsia, accompagnati dai fotografi Joachim Brohm e Valentina Seidel, hanno realizzato una serie di lavori visuali durante uno stage residenziale a Ravenna, e durante l’attività accademica a Lipsia. Installazioni video, performance, brevi filmati e serie fotografiche saranno presentate all’Ospitale di Rubiera in uno scambio di esperienze e ricerche, che, forse per la prima volta, è stato compiuto nell’ambito della fotografia contemporanea a livello europeo.

La mostra è una riflessione a più voci sulla relazione che intercorre tra fotografia, paesaggio, architettura e cinema, a partire dal lavoro di Michelangelo Antonioni. “Red Desert Now”, spiega il curatore Antonello Frongia, dimostra come sia possibile continuare a meditare sul suo «deserto sanguinante, vivente, pieno della carne degli uomini» . La mostra proseguirà fino al 27 novembre: sabato e domenica 10-13 e16-19, gli altri giorni su appuntamento. L’ingresso è libero.

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