Addio ai vecchi voti in ventesimi adesso si punta ai cinque cappelli
ROMA. Dopo 38 edizioni non più voti in ventesimi di punto, ma giudizi espressi con il simbolo del cappello, da cuoco da 1 a 5. «Ci siamo resi conto della difficoltà crescente, se non dell'arbitrariet...
ROMA. Dopo 38 edizioni non più voti in ventesimi di punto, ma giudizi espressi con il simbolo del cappello, da cuoco da 1 a 5. «Ci siamo resi conto della difficoltà crescente, se non dell'arbitrarietà, di giudizi espressi in frazione di punto per locali fra loro profondamente diversi e lontani per storia, cultura, dimensione, stile di cucina. Difficoltà tanto più crescenti quanto più si è alzato e si alza il livello medio della cucina del ristorante italiano», scrive il direttore Enzo Vizzari nell'introduzione dell'edizione 2017. «I cappelli indicano delle fasce di qualità, all'interno delle quali possono trovarsi locali e cucine distanti fra loro ma accomunati dal giudizio che la Guida attribuisce al livello della cucina praticata».
Ecco il numero dei cappelli attribuiti su tutto il territorio italiano: 5 ristoranti con 5 cappelli, 10 ristoranti con 4 cappelli, 36 ristoranti con 3 cappelli, 89 con 2 cappelli e 363 con un cappello.
Circa la procedura di attribuzione non si sono limitati a convertire i punteggi da ventesimi a cappelli, ma è stato ripensato il voto di ogni locale in sé e in rapporto ad altri con voto analogo. Infine è doveroso precisare che la Guida fotografa non il mondo della ristorazione italiana ma il vertice della piramide, la parte migliore: 2.700 locali selezionati, 2.000 recensiti con una scheda, di cui 370 inseriti per la prima volta, 50 enoTavole, 78 pizzerie nella sezione “Le migliori pizzerie d'Italia”.(g.b.)
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