Gazzetta di Reggio

Arti e Mestieri e Viandante: le migliori tavole

di Giulia Bassi

I locali di Gianni D’Amato e Dolores Boretti si aggiudicano il cappello dell’edizione 2017

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REGGIO EMILIA. Mai come ora in Italia si è mangiato bene come oggi e l’Emilia fa la sua parte per dimostrarlo, con un territorio disseminato di locali, come dimostra la Guida 2017 dei Ristoranti d'Italia, edita da l’Espresso. Il Reggiano presenta due ristoranti con un cappello e il calice: il Caffè Arte e Mestieri di Gianni D'Amato e l'Osteria del Viandante di Rubiera. D’Amato, dopo che nel 2012 deve chiudere i battenti del Rigoletto a causa del terremoto,insieme al figlio Federico rileva lo storico ristorante del centro legandolo alla cucina del territorio riletta comunque in chiave moderna, dove tuttavia non mancano i grandi classici del Rigoletto. Tre i menù che si servono nel Caffè Arte e Mestieri: la Tradizione, il Classico e l'Evoluzione tra i piatti. Trippa di crosta di Parmigiano Reggiano, tartufo di collina, uovo croccante, gelatina al B.T.R; l'Erbazzone Contemporaneo; Cubo di bolliti aria di Lambrusco; Calamaretto farcito con cipolla Borettana, crema di patate al nero, uovo e tartufo uncinato; Cappelletti estivi; Tagliatella al ragù di tre carni (manzo vitello maiale); Piccione; Maialino arrostito, indivia brasata, senape liquirizia e limone.

Sono ormai anni che l'Osteria del Viandante, a Rubiera nella rocca del '200, è presenza costante nella guida. Considerate perfette le scelte di prodotti e la cura assoluta nella preparazione: esperienza e mani sapienti sono in ogni piatto, dalla Crema di porri e patate con pancetta croccante, al Guancialino di manzo al vino rosso, speciale il Quinto Quarto con Cuore trifolato, Trippa e Coda di vacca al sugo. Piatti che riportano alla cucina di casa, semplice, consolidata, per certi versi ineguagliabile. Dolce salame con zabaione caldo per terminare un piacevole pranzo.

Senza cappello ma con bella presentazione, troviamo di fronte al Viandante la Clinica Gastronomica Arnaldo di Rubiera: un luogo imperdibile per i buongustai, il ristorante ideale per vivere un'esperienza culinaria indimenticabile e organizzare cene importanti, sedendosi ai medesimi tavoli in cui celebri personaggi ( Luciano Pavarotti, Enzo Ferrari, Lucio Battisti e Lucio Dalla) hanno gustato le specialità del menu.

Parimenti troviamo Mamma Rosa di San Polo, oramai conosciutissima per le sue proposte di pesce che partono da un'ottima materia prima; per questo motivo il piatto di crudi è impeccabile nella sua freschezza e inoltre capesante stufate, zuppa di moscardini e scarpette dell'Adriatico. Il principale punto di forza del ristorante guidato dallo Chef Antonio Torino, oltre al pesce, è rappresentato dai prodotti della Puglia quali farine, olio extravergine di oliva e legumi prodotti dalla famiglia Nardò a Canosa di Puglia.

Incontriamo ancora con una bella presentazione, impreziosita anche dal calice, Ca' Matilde a Quattro Castella, locale con posti letto situato in un casale ristrutturato, circondato dal verde e con vista sulle prime colline. La passione per la cucina della nostra terra è il sentimento che ha portato Andrea Vezzani a diventare cuoco. La sua cucina ha basi nella tradizione reggiana, punto di partenza per un'interpretazione rispettosa della cultura culinaria contadina. Ama lavorare le materie prime giocando su contrasti, accostamenti ed emozioni.

In città troviamo M in Cucina (via del Folletto) guidato da Marta Scalabrini insieme a Giorgio Falzarano e Ivan Giglio. Il loro impegno è creare un menu che rispetti le stagioni e le materie prime con la quale si sono inventati una Cucina innovativa e piena di fantasia con citazioni dal patrimonio tradizionale, la sperimentazione come orizzonte, l'ambizione di coniugare insieme prodotti di terra e di mare, suggestioni e ricette dal nord al sud. Ambienti minimalisti ed eleganti, con oggetti di design e quadri di artisti contemporanei alle pareti.

La guida cita inoltre Fiorini.eat, La Zucca e l'Osteria del Macellaio a Sabbione.

Al suo interno si trova anche un inserto speciale dedicato alle pizzerie. Dei cinque luoghi citati dell'Emilia Romagna due sono reggiani: L'eco del mare di Albinea e la Piccola Piedigrotta di Giovanni Mandara. Questo locale, viene spiegato, non è solo una meta per patiti della pizza realizzata con farine scelte, lievito madre, acqua di mare, sottoposta a una lunga lievitazione e impreziosita con ingredienti gourmet che sanno omaggiare il territorio, si veda quella che fa eco all'erbazzone. Qui trionfa la buona cucina fatta di prodotti ad hoc: spicca lo sfizioso pane del marinaio con passata di pomodori corbarini.

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