IL SARTO DI CAVRIAGO CHE CUCE DEI SOGNI AL POSTO DEI BOTTONI
di CRISTINA FABBRI G ianfranco Ferrè è stato un grande stilista che ha fatto conoscere il made in Italy in giro per il mondo. E c’è chi nel reggiano ha avuto la fortuna di lavorare con lui. Stiamo...
di CRISTINA FABBRI
G ianfranco Ferrè è stato un grande stilista che ha fatto conoscere il made in Italy in giro per il mondo.
E c’è chi nel reggiano ha avuto la fortuna di lavorare con lui. Stiamo parlando di Sergio Bigliardi, 79 anni, di Cavriago. Un vero gentiluomo con un gran gusto per il bello e la passione per la moda femminile, sin da quando era ragazzo. Molti in paese lo conoscono per essere stato tra i fondatori di varie associazioni di volontariato locali ma anche per essere soprannominato “il sarto”. Ha infatti lavorato con vari stilisti e brand: Ferrè, ma anche Roberto Cavalli, Mariella Burani, Kenzo, Max Mara, solo per dirne alcuni.
«Ferrè si fidava molto di me – racconta – e i tessuti, le passamanerie e i bottoni che mi inviava erano stupendi. C’era un rapporto di grande fiducia, tanto che a volte, sotto sfilata, è capitato che mi chiamasse per aiutarlo se c’era qualcosa da rivedere nella collezione all’ultimo minuto». Una stima reciproca, dunque.
La storia di Bigliardi con il mondo della moda inizia quando lui era davvero giovanissimo. «Ricordo che il mattino frequentavo la terza elementare e il pomeriggio andavo da Mario Cattani e dalla sorella Ilde che avevano una sartoria a Cavriago – racconta –. Lei diceva che ero molto preciso, perciò mi chiedeva sempre di darle una mano. Poi mi sono specializzato a Torino all’Accademia internazionale di taglio». A 18 anni Bigliardi è partito per il militare, a Cuneo, e anche lì, ha seguito la sartoria. Poi un giorno è arrivata la svolta. «Ho iniziato a fare confezioni di cappotti e giacche per bambini, a Reggio, insieme a Mina Martinelli – prosegue –. Ma la mia vera passione sono sempre stati i capispalla da donna e, dopo due anni, ho aperto la Lux Stif con la mia socia Franca Giberti». A lavorare da lui c’erano dodici persone, compresa la moglie che si occupava di rifiniture e impunture. Finché, un giorno, un signore di Castelnovo Monti che aveva un magazzino di tessuti, gli commissionò venti capi: «Sentivo che dietro c’era qualcosa di importante e andai a Bologna, dove erano diretti i miei capispalla. Scoprii che aveva contatti con importanti case di moda». Così iniziò l’avventura di Sergio Bigliardi con diversi nomi noti del mondo del fashion, a partire proprio da Ferré.
Precisiamo però che per lui, più che un lavoro, questo è sempre stato una grande passione. Tanto che molte volte finiva di lavorare tardissimo ma non gli importava perché amava quello che faceva. «Specie quando si avvicinavano le sfilate, facevo certe tirate. A volte neanche andavo a letto. Il mio lavoro mi piaceva tantissimo e non mi pesava».
Al suo fianco c’è sempre stata la sua adorata moglie, Angiolina, scomparsa qualche anno fa. «Abbiamo sempre fatto tutto insieme, mi manca molto». Erano inseparabili. «Per il nostro cinquantesimo anniversario di matrimonio – racconta – ho realizzato per lei un abito lungo, elegantissimo». Ci mostra la foto e, mentre ce ne parla, gli brillano ancora gli occhi.
Ora al suo fianco ha i suoi adorati figli, i nipoti, le nuore, per le quali ha disegnato gli abiti da sposa. E anche oggi che è in pensione non riesce a stare fermo e tiene dei corsi di sartoria. «Sono stato molto fortunato, ho avuto la possibilità di fare il lavoro più bello del mondo e ora mi piace trasmettere questa passione agli altri».
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