La “croce” di Riccò trova casa a Montebabbio di Castellarano
Reverse Crucifixion era stata esposta nei musei del duomo di Modena nel 2014 e poi cacciata
CASTELLARANO. La scultura Reverse Crucifixion, esposta al Festival della Filosofia di Modena nel 2014 e poi cacciata dai musei del duomo, ora trova una nuova collocazione: a Montebabbio, all’interno del borgo appena restaurato coi fondi della Comunità Europea, e precisamente nella piazzetta centrale.
«In questo spazio antico e caratterizzato dal sasso – spiega l’artista reggiano Andrea Riccò – l’arte contemporanea trova una collocazione ideale per creare un contrasto suggestivo. Ed è un po’ quello che avviene in occasione di “Artistando nel borgo”, la manifestazione che anima ogni anno Montebabbio e che vede in mostra le opere di diversi artisti». Finalmente una buona notizia per la sua “croce”, realizzata «per invertire uno dei simboli più potenti dell’Occidente: a essere crocifissa, infatti, è la stessa croce, che risulta inchiodata a un suo doppio di metallo duro e ferrigno, simbolo a sua volta della modernità». Ma non è la sola novità positiva per Riccò, che il 26 novembre sarà premiato a Roma dall’Accademia Internazionale di Significazione Poesia e Arte Contemporanea per l’opera “Ade”. «Si tratta di un concorso internazionale organizzato dall’accademia, in convenzione con l’università di Roma Tre, patrocinio dell’Anci e della Regione Lazio e di Roma Capitale – spiega l’artista –. Questa è la terza edizione del premio “Apollo Dionisiaco”, cui partecipano artisti da tutto il mondo. Per me è una grande e doppia soddisfazione».
Ricordiamo che Andrea Riccò, 41 anni, crea opere che partono da una ricerca profondamente umanistica e filosofica, e “parlano” a chi le guarda. Da autodidatta, Andrea ha iniziato a leggere libri su libri, ha analizzato i pensieri dei più grandi filosofi e pensatori, e poi li ha resi materia. Dal 2010 può vantare esposizioni a Bologna, Brescia, New York, in gallerie e showroom, così come a Modena, al Festival della Filosofia 2014 dove aveva portato “Reverse crucifixion”, scultura alta tre metri e larga due. «Una crocefissione inversa – conclude l’artista – in cui si coglie l’ambivalenza tutta umana di libertà e di violenza». Che ora potrà essere ammirata nel bel borgo di Montebabbio. (c.f.)
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