«La band della Michielin siamo noi»
Luca Marchi, Maicol Morgotti ed Eugenio Cattini in tour con Francesca: «È bellissimo»
REGGIO EMILIA. C’è tutta la tradizione musicale di Correggio dietro le note del tour della giovane Francesca Michielin, c’è tutta la passione di Luca Marchi, bassista, Maicol Morgotti, batterista ed Eugenio Cattini, chitarrista.
Vent’anni a testa circa per tutti e quattro: per la cantautrice veneta seconda classificata a Sanremo 2016 con “Nessun grado di separazione” e già vincitrice di X Factor 2011, e per i tre musicisti originari di Correggio che con lei stanno calcando i palchi di tutta Italia, da Brescia a Lecce, per undici date a tutta musica.
«La mia band è di Correggio, terra del Liga. Sono tre ragazzi giovani, amici, non solo musicisti, belli e bravi», annuncia la stessa Michielin sulla sua pagina Facebook, e Luca Marchi, appena terminato l’ennesimo soundcheck per la data di Roma, conferma tutto: «Siamo con Francesca dal 2015 – racconta con Maicol ed Eugenio al fianco – è un’esperienza bellissima».
Tre correggesi alla corte della Michielin, com’è nato il sodalizio artistico?
«Tutto ha avuto inizio al concerto di Capodanno a Imperia. Il 2014 stava finendo mentre per noi è iniziata l’avventura, poiché lì abbiamo conosciuto Francesca e ci siamo subito trovati così bene che ha deciso di ingaggiarci per il suo tour. Prima la conoscevamo soltanto di fama, mentre noi tre musicisti siamo amici da molto prima, dalla scuola media. È molto bello suonare con persone del tuo stesso paese, così come avere tutti e quattro all’incirca la stessa età, ti capisci al volo».
Lei stessa vi ha definito amici.
«Sì, lavorare con lei è davvero molto bello, è sempre piena di idee e tesa al miglioramento. E l’essere tutti così giovani ha favorito il bel clima di amicizia che si respira sul palco. Non potremmo chiedere ambiente di lavoro migliore».
Il segreto di Correggio qual è? Pane e musica a colazione?
«Ce lo siamo chiesti tante volte, il nostro è sempre stato un paese in cui tanti ragazzi si buttano nel mondo della musica e questo credo che sia davvero un bene per noi, al di là dei singoli risultati. C’è un’ottima scuola di musica, l’Erato, in cui tutti siamo passati, il che aiuta, come pure gli esempi che abbiamo intorno: Ligabue, i Nomadi, Zucchero... Correggio e dintorni sono una vera fossa di musicisti e i nostri conterranei accendono la curiosità musicale spingendoti a provare l’emozione che si prova a tenere in mano uno strumento. Sarebbe bello disporre di più spazi per suonare e dare così più opportunità a tutti».
Le stesse opportunità che state vivendo voi. Lo spettacolo com’è?
«Suoniamo i brani dell’ultimo disco di Francesca, che s’intitola “di20are”, uscito un anno fa, e poi alcuni suoi brani degli anni scorsi da X Factor in avanti e anche alcune cover riarrangiate. Noi agli strumenti e lei alla voce, molto intenso. Adesso siamo molto impegnati con questo tour, poi da sabato torneremo agli studi del Conservatorio e a sperimentarci in altri progetti come la nostra rock band “Blastema” con cui siamo andati a Sanremo Giovani nel 2013, un’altra bellissima avventura che abbiamo affrontato insieme».
Non c’è tempo da perdere, insomma...
«Proprio così. Amiamo molto il nostro lavoro e ci sentiamo fortunati per le tante esperienze che stiamo facendo. Speriamo soltanto di continuare così».
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