Gazzetta di Reggio

In chiusura la mostra dei 14 naif del Po

In chiusura la mostra dei 14 naif del Po

Gualtieri, oltre 2mila visitatori, ai terremotati il ricavato dei cataloghi venduti

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GUALTIERI. Si chiude domenica 30 ottobre la mostra "I naïf del Po" che propone – nella Sala Falegnami di Palazzo Bentivoglio – le opere di 14 artisti "ingenui": Alberta Baglione, Brenno Benatti, Fausto Bianchini, Luigi e Paolo Camellini, Augusto Fantini, Dino Fiorini, Franco Mora, Gianni Pontiroli, Natale Rovesti, Gianni Samini, Roberta la naïf (Roberta Valducci), Serafino Valla e Gianni Verona.

I pittori coinvolti nella mostra collettiva hanno già deciso – insieme agli organizzatori – di devolvere alle popolazioni colpite in Centro Italia dal terremoto quanto ricavato dalla vendita dei cataloghi (sinora circa duecento quelli acquistati da chi non si è perso l’iniziativa artistica gualtierese).

Si sta, quindi, concludendo la terza edizione della mostra "I naïf del Po", grazie alla collaborazione fra il Club delle Arti Reggiane e l'amministrazione comunale gualtierese: «Siamo molto soddisfatti – affermano Marcello Stecco (assessore alla Cultura del Comune di Gualtieri) e Luigi Camellini (direttore organizzativo del Club Arti Reggiane) – perché l'esito non era certo scontato. Il successo, confermato da oltre duemila visitatori, è stato sicuramente determinato dall'alta qualità delle opere esposte dai 14 artisti. Questo buon esito ci sprona a proseguire e ad iniziare fin d'ora l'ideazione dell'edizione 2017».

Pertanto sino al 30 ottobre sarà possibile - dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19 (l’ingresso è gratuito) – conoscere e apprezzare le opere di questi 14 rappresentanti dell’arte naive legati al Grande Fiume: «Questi artisti – scrive nel catalogo la storica dell’arte Marcella Luzzara – ormai da mezzo secolo portano avanti un discorso pittorico apparentemente fantasioso e ripetitivo e che invece tiene in vita l’anima più autentica e gioiosa delle nostre terre. Ognuno con una propria cifra tipica, ma soprattutto con la forza di chi non vuole rinunciare a un’idea di vitalità, purezza, semplicità, onestà. L’arte naive sarebbe un farmaco da prescrivere». (t.s.)

 

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