Gazzetta di Reggio

«Questa Traviata vi stupirà»

«Questa Traviata vi stupirà»

Vacis loda l’allieva Rohrwacher: «Non sarà la solita storia»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Una conoscenza di vecchia data è Alice Rohrwacher, regista di Traviata, per il direttore artistico de I Teatri Gabriele Vacis. «Alice a 18 anni – racconta – è stata mia allieva alla scuola creativa Holden di Torino e ben presto ha mostrato qualità non indifferenti; così l’ho chiamata nel 2002 a per farmi da assistente allo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Torino “Domande a Dio. Domande agli uomini” che sarebbe poi divenuto “Torino spiritualità”. Ha sempre avuto passione per la regia; l’avevo capito durante quegli anni alla Holden dal fatto che osservava e ragionava sull’organizzazione dello spettacolo, voleva capire come si faceva, studiava i movimenti, rifletteva sull’esito. Tra le sue qualità ho sempre apprezzato anche la notevole preparazione musicale: perché Alice suona la fisarmonica e canta molto bene. Per questo era sempre attenta all’aspetto drammaturgico delle varie storie e ai “ritmi” che al loro interno si sarebbero potuti creare».

Da una chiacchierata tra loro, è nato il progetto dell’opera Traviata, in scena il 4 e 6 novembre (rispettivamente alle ore 20 e alle 15.30).

«Chiaramente – prosegue Vacis – dopo gli anni della scuola a Torino, con Alice sono rimasto in contatto e così è nato questo progetto. All’inizio delle prove mi ha confessato che era intimorita, emozionata, ma avendola vista lavorare, posso dire che ha rivelato subito un’ottima capacità di coordinare e soprattutto una bel modo di interagire con i cantanti e il coro. A mio avviso sta lavorando molto bene. Ho potuto constatare che l’idea da lei coltivata per Traviata si rispecchia nei suoi due film, nei quali si scorge quella sensibilità femminile, capace di cogliere concretamente i sentimenti rivelando un approccio di natura terrena e nel contempo un’ammirevole delicatezza». Vacis, che confessa di essere stato presente nel suo percorso di preparazione attraverso riflessioni e molte letture, non nasconde di aver proposto per primo questo titolo, per nulla facile. «Le ho detto: se devi rischiare facciamolo con il titolone. A parte gli scherzi, Alice mi sembra molto adatta a raccontare, facendo attenzione a che non sia la “solita” storia. Anzi, senza essere provocatoria, ce ne darà una lettura nuova ed inconsueta. Sono orgoglioso che Traviata nasca a Reggio Emilia come frutto di una produzione che ha coinvolto, attraverso un articolato lavoro di diplomazia, ben sette teatri» . (g.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google