Floreale e modernista Ecco il liberty italiano
S’inaugura domani la mostra sul movimento che ha segnato il Paese Esposte anche opere inedite, come “Il ritratto in giallo” di Arturo Noci
REGGIO EMILIA. Arturo Martini, Umberto Boccioni, Giulio Aristide Sartorio, Adolfo De Carolis, Lorenzo Viani sono solo alcuni degli autori delle quasi trecento opere in mostra da domani fino al 14 febbraio a Reggio.
Palazzo Magnani infatti ospiterà l’esposizione “Liberty in Italia” dedicata a questo movimento fresco, dinamico e innovativo che ha segnato il nostro Paese, coinvolgendo e contagiando pittura, scultura, architettura, arti decorative, manifesti, illustrazioni e incisioni. Ogni sezione metterà in luce l’alternanza tra le due “anime” del Liberty italiano: quella propriamente floreale e quella “modernista”, più inquieta, stilizzata ed essenziale che precederà le ricerche delle avanguardie, in primis il Futurismo. Essendo a Reggio, non mancherà un’ampia selezione di lavori sia grafici che pittorici del reggiano Giovanni Costetti. Ci saranno anche diverse proposte di artisti emiliani: da Gaetano Previati a Emma Bonazzi, Amedeo Bocchi, Renato Brozzi, Alfredo Baruffi, Adolfo Magrini e varie opere del gruppo “Aemilia Ars”. Per la prima volta si potranno ammirare “Il Ritratto in giallo” di Arturo Noci, recentemente ritrovato negli Stati Uniti, “Annunciazione” di Giulio Bargellini, la scultura di Andrea Lippi “Campane”, diverse illustrazioni di Umberto Boccioni per il “Corriere dei Piccoli” e un vaso di Giuseppe Cellini, il primo illustratore di D’Annunzio. Insomma nomi importanti e meno noti, rarità e curiosità. Molte opere arrivano da collezioni e musei tra i più importanti d’Italia, dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano agli Uffizi di Firenze, solo per dirne alcuni.
Il filo rosso che collega le sette sezioni di mostra è lo stretto dialogo tra opera e processo creativo, che si manifesta attraverso la pratica del disegno e l’esercizio sulla linea grafica: alle pitture, sculture, ceramiche, ai progetti decorativi e ai manifesti sono infatti accostati bozzetti preparatori, cartoni, i disegni relativi a vasi, piatti e oggetti, in un continuo scambio tra arti e campi di ricerca.
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