Gazzetta di Reggio

In scena il teatro di Danio Manfredini

In scena il teatro di Danio Manfredini

Reggio Emilia: in programma cinque spettacoli del “maestro invisibile”

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REGGIO EMILIA. Una retrospettiva dedicata a Danio Manfredini: cinque appuntamenti in provincia di Reggio e Modena, da oggi fino al 2 dicembre, con un florilegio del maestro, uno dei più importanti attori del teatro contemporaneo, milanese d’origine “adottato” da La Corte Ospitale di Rubiera, dal 2010 casa di produzione dell’artista.

Per la prima volta, diverse istituzioni teatrali locali si sono unite – il teatro Piccolo Orologio di Reggio, Associazione Crea, La Corte Ospitale di Rubiera, il teatro Asioli di Correggio, il teatro De André di Casalgrande, Quinta Parete e Sala Temple di Sassuolo, con il sostegno di Ater (Associazione teatrale Emilia Romagna) – per questo progetto. E già i biglietti per l’esordio, stasera al Piccolo Orologio con “Divine”, sono esauriti: una centinaio (la capienza massima) i biglietti venduti, con tanto di lista d’attesa per gli aspiranti spettatori.

Si tratta di «un regalo per il nostro territorio», come ha sottolineato Alessandro Pelli dell’Asioli, «una opportunità per entrare nel laboratorio creativo di Danio», ha evidenziato Giulia Guerra dell’Ospitale, «una unione tra diverse realtà culturali che in futuro potrebbe ripetersi anche per altri artisti», ha evidenziato Maurizio Corradini di MaMiMò.

Un’occasione per il pubblico giovane di scoprire il mattatore e per il pubblico adulto di rivedere tre spettacoli che, a distanza di un decennio l’uno dall’altro, sono diventati pietre miliari: “Cinema Cielo” (il 16 novembre all’Asioli), “Tre studi per una crocifissione” (il 24 novembre al De André) e “Vocazione”, ultima produzione del 2012 (in chiusura il 2 dicembre a Rubiera), più altre due proposte, “Vivi per niente, parole e immagini tra musica e teatro”, mix di musica, teatro e immagine (il 10 novembre alla Sala Temple di Sassuolo) e “Divine”, il film che non ha mai visto la luce, su sceneggiatura di Danio liberamente ispirata a Jean Genet.

Manfredini, premio Ubu 2013, ha sottolineato come i cinque spettacoli siano stati “pescati” dal suo ampio repertorio per la rappresentatività, con un occhio al budget: «La scelta è stata dettata dal legame con un periodo storico, ma anche da motivi pratici: la difficoltà di riunire 7-8 attori in giro per il mondo ha sconsigliato, ad esempio, rappresentazioni come Amleto. Si tratta di piccole case di produzione, non è il mercato dei teatro nazionali». Realtà ridotte, che Manfredini dichiara ormai di preferire.

Tutti gli appuntamenti sono alle ore 21. Info: www.corteospitale.org.

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