Gazzetta di Reggio

Quando il cinema era anche tv, un tuffo nella Reggio Emilia del 1953

di Martina Riccò
Quando il cinema era anche tv, un tuffo nella Reggio Emilia del 1953

In attesa del Cinebus, novità della XV edizione di Reggio Film Festival, ecco un altro articolo dedicato alla storia del cinema a Reggio Emilia

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REGGIO EMILIA. In attesa del Cinebus, novità della XV edizione di Reggio Film Festival, ecco un altro articolo dedicato alla storia del cinema a Reggio Emilia.

Smontate dal divano, spegnete la tv. Immaginate un mondo senza telegiornali, programmi di cucina (sempre più numerosi, per “cuocerci” meglio), senza fiction né cartoni. Tanto meno reality show. Il 1953 era così. Ma riempite quel silenzio che vi si è creato nella mente con musica, sport, notizie, racconti. La migliore amica degli italiani – se non dal 1919 da poco dopo – era la radio. Trovare la frequenza giusta, accomodarsi di fianco al capofamiglia, o ai suoi piedi, gustarsi le trasmissioni a bocca chiusa. In alcuni casi commentando quanto appena udito, tra gli shh generali. Altre volte lasciandosi andare a esultanze o grida disperate (il calcio c’era anche allora). Le serate trascorrevano così.

Ma avete ancora gli occhi chiusi, ed è un peccato. Perché nel 1953 non erano solo “Domenica sport”, “Sorella radio” o “L’avvocato di tutti” a tenere compagnia. A far le veci della tv ci pensava, tra un film e l’altro, il cinema. Facciamo un salto indietro di 63 anni. Vestiti a festa ci rechiamo in città, dove le sale di proiezione non si contano: Ambra, Boiardo (sotto i portici della Trinità), Radium (in via Crispi), De Amicis (ora Al Corso), Odeon (poi Alexander), D’Alberto, San Prospero (in via Guidelli) e Cenacolo Francescano. E poi l’Ariosto: cinema, teatro e anche luogo di “pre-serata” con ballerine e musica dal vivo. Tra una proiezione e l’altra, oppure all’intervallo, ecco comparire pubblicità o incontri sportivi.

L’abitudine era molto diffusa. Il 24 ottobre del 1953, al Radium, fu proiettata la Carmen proibita. E fuori programma fu fatto vedere l’incontro di boxe tra Rocky Marciano e Rolando La Starza.Il 18 novembre, al D’Alberto, dopo I vitelloni di Fellini il pubblico si gustò la partita Egitto-Italia. E il 3 dicembre all’Ariosto fu proiettato l’incontro di lotta libera valevole per la finale del campionato d’Italia. L’usanza era destinata a sparire. Il 3 gennaio del 1954 la RAI inaugurò il servizio regolare di televisione in Italia, e anche se secondo la Doxa lo svago preferito dagli italiani era ancora ascoltare la radio, il tubo catodico avrebbe presto conquistato il cuore di uomini, donne, anziani e bambini. Lasciando al cinema “solo” i film. E senza esclusiva.

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