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Il Multiplo resta a bocca aperta per la rivoluzione di Nino Migliori

CAVRIAGO. Novant’anni, di cui settanta di carriera, portati benissimo. Una moltitudine di scatti realizzati che fa pensare che di vite ne abbia vissute almeno sette. E non è un caso, allora, se...

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CAVRIAGO. Novant’anni, di cui settanta di carriera, portati benissimo. Una moltitudine di scatti realizzati che fa pensare che di vite ne abbia vissute almeno sette. E non è un caso, allora, se viene definito “il mago” dai bambini di Bologna coi quali sta portando avanti un progetto che presto diventerà una mostra al Mambo prima di partire alla volta di Toronto e di Pechino. Nino Migliori, che della sperimentazione fotografica ha fatto il suo tratto distintivo, di cose da raccontare ne ha tantissime. Ed è stato un fiume in piena domenica pomeriggio al Multiplo di Cavriago.

È arrivato con l’immancabile coppola in testa, accompagnato dalla moglie e da un paio di amici. Ha fatto seguito una lunga chiacchierata, con un’inconfondibile parlata emiliana, con il critico d’arte Sandro Parmiggiani. Insieme hanno affrontato i tratti salienti della carriera di Migliori. Partendo ovviamente dalla foto simbolo “Il tuffatore” scattata a Rimini nel 1951. «Nata per pura casualità, diciamo pure un colpo di… fortuna – afferma Migliori sorridendo –. Ero giovane, mi trovavo sul molo e osservavo questi giovani prendere la rincorsa e tuffarsi. Uno era talmente bravo che decisi di fotografarlo. Scattai due foto, una venne mossa, l’altra è quella che conoscete». Poi una carrellata di esperienze tra le più variegate: dalle scritte sui muri delle città alle nature morte di frutta e verdura, passando per le polaroid e la moltitudine di tecniche da lui inventate (polapressures, pirogrammi, clichè verre).

«Cercavo in questo modo di oppormi al conformismo fotografico dell’epoca, all’estetizzazione a tutti i costi». Insomma, in un’epoca in cui la “foto bella” era tutto, lui prediligeva la sperimentazione e la realizzazione di foto che sembravano più quadri d’arte contemporanea. (c.f.)

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