Area Sanremo, tra i vincitori anche un reggiano
Reggio Emilia. l’operaio-cantautore Carlo Bolacchi ora spera di andare sul palco dell’Ariston
REGGIO EMILIA. Volare in alto mantenendo i piedi ancorati a terra? Si può. Lo dimostra Carlo Bolacchi, uno degli otto vincitori di Area Sanremo, il concorso che aiuta i giovani a realizzare i propri sogni canori.
«Siamo partiti in 415 – racconta il 29enne – e siamo rimasti in otto. Ora la direzione Rai selezionerà i due che potranno andare sul palco dell’Ariston, ma io sono già felice così. Non mi sarei mai aspettato di essere tra i vincitori».
La musica: un lavoro o una passione?
«Direi un sogno. Che ho perseguito anche grazie alla disponibilità dell’azienda in cui lavoro da oltre dieci anni, la Valvoil di Reggio Emilia, che mi ha dato la possibilità di partecipare al concorso Area Sanremo e mi ha sempre sostenuto in tutto quello che ho fatto».
Di cosa si occupa?
«Sono un operaio metalmeccanico assunto con contratto a tempo indeterminato. Una bella fortuna, di questi tempi».
E appena può suona e canta...
«Sì. Sono un autodidatta e se sono arrivato fino a qui lo devo senza dubbio alla mia costanza e alla mia determinazione. D’altra parte noi sardi siamo testardi, si sa».
Non è reggiano?
«Il cognome può trarre in inganno ma sono nato a Villacidro, un comune nel sud della Sardegna. Vivo a Reggio da vent’anni, mi ci sono trasferito quando ero un bambino, e sto benissimo qui, ma non posso e non voglio dimenticare il legame con la mia terra».
Parla anche di questo nelle sue canzoni?
«Di solito cerco di non farmi troppi viaggi mentali e parlare di cose che mi appartengono. Nel singolo selezionato da Area Sanremo, per esempio, racconto la storia di un ragazzo, che poi sarei io, la cui vita cambia dopo aver ascoltato l’oroscopo».
Come s’intitola?
«Paolo Fox».
È una canzone ironica?
«Più che altro direi divertente. Il protagonista del singolo viene lasciato dalla ragazza, perde il lavoro, poi però grazie all’oroscopo positivo trova la forza per rimettersi in piedi. Nel ritornello canto “Paolo Fox regala speranza, con Paolo Fox andrei anche in vacanza”».
Per restare in tema, cosa vede nel suo futuro?
«Io sogno di fare non solo il cantautore, ma l’autore».
L’esperienza ad Area Sanremo la aiuterà?
«Me lo auguro, perché per noi otto vincitori inizierà un percorso fatto anche di concerti. Non ci abbandoneranno a noi stessi, insomma. E poi mi sono serviti molto i workshop e gli incontri con i personaggi del mondo musicale a cui ho partecipato».
Che cosa ha imparato?
«Che la musica non è costruita ma è ispirazione, sentimento; e compito dell’autore è portare a galla le emozioni e condividerle con gli altri. Per riuscirci occorre essere spontanei, perché se il pezzo è vero agli altri arriverà. Continuerò su questa strada».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
