Gazzetta di Reggio

tra passato e futuro

In un fumetto la storia delle Reggiane

In un fumetto la storia delle Reggiane

Nelle tavole personaggi veri e inventati per raccontare le Officine

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REGGIO EMILIA. Molti personaggi sono reali, altri inventati, ma la storia delle Officine Reggiane raccontata a fumetti è quella vera, fatta di storie vissute, passioni, vittorie e sconfitte.

Il libro “Le reggiane. L’avventura di una fabbrica italiana” (Edizioni Segno d'Autore, prezzo 25 euro), frutto di un lavoro corale di Alberto Guarnieri, Micol Palluca e Leonardo M. Grassi, presentato ieri alla presenza degli autori allo Spazio Gerra, è un continuo rimando tra passato, presente e futuro della fabbrica, quasi una cittadella nella città, che ha segnato dal 1904 a oggi – e probabilmente continuerà anche nel futuro se si pensa al Tecnopolo – la storia di Reggio e della sua provincia. E sarebbe sbagliato pensare che si tratti di una banalizzazione la scelta di utilizzare il fumetto per raccontare la storia di quella fabbrica in cui hanno lavorato fino a 11mila persone e dalla cui traumatica chiusura è nato quel modello industriale basato sulle Pmi peculiare di Reggio, oggi in affanno.

Sarà perché come ha detto Ugo Pratt, che se ne intendeva, «Il fumetto è un’opera di letteratura disegnata», o sarà perché l’epopea delle Reggiane è stata ricostruita con aderenza romanzata alla realtà, che il lavoro a più mani sulle Reggiane non è un Bignami, ma un libro che coglie l’essenza della storia delle Reggiane e dell’eredità lasciata.

Il fumetto, nato nell’ottocento, dopo un periodo di appannamento sta ritornando in auge proprio per la sua immediatezza e per il suo linguaggio secco, senza fronzoli, che non a caso in rete sta ritrovando vigore. E la storia delle Reggiane a fumetti non sarà un unicum. Alberto Guarnieri ne sta già preparando un’altra sul reggiano Pietro Manodori in uscita a marzo 2017. (r.f.)

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