Gazzetta di Reggio

Paolo Tarsi suona alla galleria 1.1 Zenone

Paolo Tarsi suona alla galleria 1.1 Zenone

Reggio Emilia, in programma un venerdì sera con musica d’arredamento per nuovi primitivi

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REGGIO EMILIA. Musica d’arredamento per nuovi primitivi. Una proposta dal nome suggestivo quanto poco decifrabile, e un omaggio al maestro beat William Burroughs, quella dell’ultimo lavoro del musicista e compositore Paolo Tarsi, che venerdì 18 novembre si esibirà a Reggio Emilia. Alle 19 la galleria 1.1_ZENONE contemporanea di via San Zenone ospiterà la presentazione dal vivo dell’opera di Tarsi “Furniture Music for New Primitives. Dopo un volume su Alvin Curran, Tarsi cambia soggetto di ispirazione: l’album ruota attorno al romanzo “Le città della notte rossa” del 1981, una delle opere narrative più conosciute dello scrittore beat William S. Burroughs, e primo volume tratto da “The Red Night Trilogy”, il trittico realizzato fra il 1981 il 1987 che comprende anche “Strade morte” e “Terre occidentali”.

L’uscita segna un ritorno alle origini del minimalismo. Al centro vi sono piani sonori differenti, dal rock propriamente detto all’ambient, suonati da un lungo elenco di ospiti. Fra loro Paolo Tofani degli Area, il multistrumentista Enrico Gabrielli, Sebastiano De Gennaro, Roberto Paci Dalò, Junkfood 4tet, Gianni Giudici, Quartetto Maurice. E come da copione per questa musica sempre al confine fra popolare e “alto”, non mancano i riferimenti più svariati, per sottolinearne la dialettica. Nell’ascolto di “Furniture Music for New Primitives” emergono omaggi al compositore Edward Elgar, al pop di Donald Fagen degli Steely Dan come all’antica psichedelia dei Pink Floyd e alla Pop Art di Roy Lichtenstein. Anche il titolo non si stacca dal cammino: l’album prende nome dalla traduzione in inglese di “musique d’ameublement”, citazione dal grande compositore Erik Satie per definire l’ultima fase della sua produzione. Tradotta alla lettera sarebbe “musica da arredamento”, e rappresenta il concetto che ha anticipato l’ambient music poi portata al successo da Brian Eno negli anni ’70. L’album è servito a Tarsi anche come viatico per nuove esperienze, ad esempio la partecipazione a un brano dell’ex Diaframma Miro Sassolini assieme all’ex Litfiba e Csi Gianni Maroccolo.

 

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