Stefano Reggiani presenta “Lische” al Teatro Artigiano
Reggio Emilia, l’appuntamento domenica sera a Massenzatico
REGGIO EMILIA. Domenica 20 novembre saranno servite “Lische di pesce” con resti di musica e parole per chi, alle 21, andrà al Teatro Artigiano di Massenzatico (in via Beethoven 90).
Una “cena” serale davvero singolare com’è nello stile di Stefano Reggiani che ha diramato l’invito a chi vuol vivere momenti insoliti composti da un mix di poesie, note musicali, racconti. In pratica il “menù” del suo ultimo libro. È il quinto, il quarto basato sugli “ingredienti” della poesia.
Il titolo della sua nuova fatica (ma forse è soprattutto una liberazione dai tanti pensieri che sembrano affollare la sua mente e la sua fantasia) è proprio “Lische di pesce” e contiene temi che colpiscono, che possono appunto infilarsi nella mucosa e infiammare il cavo cerebrale. Li ha composti e dati alle stampe grazie alla Eretica Edizioni arricchendo le 75 pagine che compongono l’opera con una gradevolissima copertina realizzata dal celebre naïf della Bassa, Brenno Benatti, che sembra volerci avvicinare alle paludi fluviali padane. Nella locandina che annuncia l’incontro serale, Reggiani debutta con queste annotazioni: «Scrivere è come andare in bagno, non puoi arrivarci troppo presto e nemmeno troppo tardi». E ancora: «È forse questa l’ultima rivoluzione? Forse sì, o forse sono solo un illuso, o forse sono un ribelle o forse un sognatore o forse spesso, le due cose coincidono». Accompagna queste singolari osservazioni con le immagini dei componenti di un complesso musicale formato, oltre che da lui, da Sandro Pezzi e Simone Copellini. È come una mappa che anticipa un percorso che si snoda fra pensieri poetici, un viaggio che comprende anche canzoni.
Prima di queste “Lische di pesce”, Reggiani ha scritto quattro libri nell’arco di quattro anni: “Fra le crepe di un sospiro” nel 2010; “Appeso per i piedi all’orlo del mondo” nel 2011; “I poeti fioriscono quando vanno in putrefazione” nel 2013 e “Brevi, brevissimi praticamente inesistenti” nel 2014. Il suo modo di comporre è senza dubbio personalissimo e non vogliamo togliere nulla alla curiosità di chi sfoglierà queste pagine di poesia raccolte in un libro (13 euro) che è dedicato alla nonna Lina e che probabilmente costituisce il sunto della sua filosofia nell’accettare la vita.
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