A teatro per trovare un’altra prospettiva
Al Piccolo Orologio incontri e spettacoli sull’immigrazione
REGGIO EMILIA. C’è chi ne parla in termini di accoglienza, di aiuto da dare, di soluzioni pacifiche da trovare. C’è chi, invece, ritiene che le migrazioni siano un “problema” e spinge affinché si chiudano le frontiere.
Chiaro che ognuno di noi può pensarla come crede. Fatto sta che il fenomeno migratorio divide, preoccupa. Nel bene o nel male, fa parlare. Una riflessione è dunque urgente, sotto diversi punti di vista. E anche il teatro non si tira indietro. È il caso ad esempio del Centro Teatrale MaMiMò di Reggio Emilia che ha pensato a diversi appuntamenti volti proprio ad affrontare questo argomento.
«Abbiamo pensato a una stagione teatrale incentrata su vari temi di forte attualità – spiega Maurizio Corradini,il direttore organizzativo di MaMiMò – si va dalla diversità all’educazione, dai problemi ambientali fino, appunto, al fenomeno migratorio. Vogliamo provare ad affrontare l’argomento in un modo diverso dal taglio che ne danno i media. Vogliamo affrontarlo da un punto di vista artistico: pensiamo che il teatro possa essere un luogo di riflessione, dove le persone sono invitate a guardare le cose anche da un punto di vista differente, anche “invertito”. Ci piacerebbe che gli spettatori uscissero dalla sala non con delle certezze, ma con delle domande, delle suggestioni».
Ed ecco che vi aspetta “Ricchi di cosa, poveri di cosa?” sul palco di via Massenet, martedì 22 novembre, alle 21, un viaggio-inchiesta tra Italia, Burkina Faso e Senegal per parlare di teatro ed emigrazione in tempo di crisi, tra video, interviste e musica, a cura della giornalista Livia Grossi, che a tal proposito scrive: «I senegalesi incominciano a tornare a casa perché il gioco non vale più la candela, gli italiani pensano all’Africa per fuggire da solitudine e povertà».
Il secondo appuntamento è con “Scusate se non siamo morti in mare”, lo spettacolo teatrale vincitore del bando MigrArti del MiBact, scritto da Emanuele Aldovrandi che andrà in scena, con la regia di Pablo Solari, al Teatro Piccolo Orologio il 24, 25, 26 novembre alle ore 21 e il 27 novembre alle ore 17. Sul palco però i migranti sono giovani europei che cercano di raggiungere clandestinamente i Paesi più ricchi per via di una crisi che si è fatta sempre più insopportabile. Sabato 26 novembre alle 18.30, nello Spazio Culturale Orologio, di via Massenet 17/a, verrà poi presentato il libro “Europe Around The Borders”, progetto che si propone di raccontare le frontiere europee, nato dalla collaborazione tra il fotografo Ivano Di Maria e il giornalista Marco Truzzi.
«Le migrazioni – conclude Maurizio Corradini – sono un fenomeno che esiste da sempre. Vogliamo in questo modo, con un ricco cartellone, dare un contributo artistico alla riflessione. Tra l’altro il nostro pubblico di riferimento è molto giovane e crediamo fortemente nelle nuove generazioni». In tal senso va anche un laboratorio che partirà il prossimo anno. «Stiamo lavorando a un progetto teatrale di inclusione sociale che coinvolga nel 2017 giovani italiani, giovani rifugiati, immigrati di seconda generazione, in diverse zone particolari della città». Tra l’altro il prossimo anno ci sarà un’altra novità per il Centro Teatrale MaMìMò: «Per quel che riguarda i laboratori e la produzione – rivela Maurizio Corradini – avremo una nuova sede in via Gioia, nel quartiere Santa Croce».
Per informazioni e prenotazioni: biglietteria@teatropiccolorologio.com, www.mamimo.it, 0522-383178.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
