Scoprire San Prospero tra leoni e coro ligneo
Domani alle 14.30 la visita con Alberto Cenci e Mauro Severi
REGGIO EMILIA. «Non sarà una visita guidata, ma una passeggiata nel cuore artistico e monumentale della città». Alberto Cenci, storico del territorio e fondatore della casa editrice Antiche Porte, promuove l’escursione di domani, festa del patrono San Prospero, in continuità con la riuscitissima esperienza di “Reggio a mezzanotte”, sponsorizzata anche allora dalla Gazzetta di Reggio, che nello scorso mese di luglio ha permesso a centinaia di reggiani di scoprire con compiaciuta meraviglia l’inestimabile valore di un esagono urbano pieno di tesori misconosciuti. «Lo scopo di queste passeggiate – spiega Cenci – è sempre quello, come questa estate, di far innamorare i reggiani della loro città, affinché la proteggano e ne conservino le radici».
Molti ritengono che Reggio debba scuotersi di dosso le cappe che ne hanno impedito la valorizzazione turistica: il complesso d’inferiorità rispetto alle limitrofe capitali ducali e la stessa floridità di un’economia basata sull’agricoltura e sull’industria. Il successo di queste iniziative dimostra che la sensibilità diffusa sta cambiando. Antiche Porte e Gazzetta di Reggio puntano a ripetere il successo dell’estate scorsa sfidando il grande affollamento del centro storico in occasione della festa patronale.
Fra l’altro la basilica quest’anno sarà occupata non solo dalle solenni funzioni religiose, ma anche, nel pomeriggio, da una conferenza sul restauro lungamente atteso della torre ottagonale disegnata da Giulio Romano, che è da anni avvolta da impalcature per proteggere i passanti dalla caduta di frammenti del rivestimento marmoreo.
Il programma della giornata prevede l’appuntamento alle 14.30 in “piàsa céca”, ai piedi dei sei leoni che fanno la guardia a San Prospero. L’architetto Mauro Severi, che quindici anni fa ha restaurato questa chiesa, aiuterà gli intervenuti a comprenderne la bellezza e ad apprezzare lo straordinario impegno dei nostri antenati nel dare vita a tanti tesori artistici. Severi, che ha pure restaurato, nel 1997, la basilica della Ghiara con il maestoso portale pagato dai setaioli reggiani, sottolinea il contributo delle corporazioni cittadine: «Esse – osserva – fecero costruire due altari laterali di San Prospero, quello di sant’Omobono patrono dei sarti e della città di Cremona, e quello dei santi Crispino e Crispiniano, patroni dei calzolai».
Dopo avere ammirato i capolavori della basilica, dal Giudizio universale di Camillo Procaccini e Bernardino Campi al coro ligneo intarsiato, la comitiva proseguirà la passeggiata verso piazza Fontanesi e porta Castello. Quei luoghi saranno rievocati nell’aspetto che avevano alla fine dell’Ottocento, prima della demolizione dei bastioni cinquecenteschi. Per riviverne la suggestione Cenci segnala un libro prezioso del 1780, di cui la biblioteca Panizzi ha curato l’anno scorso la ristampa anastatica, “Le acque e le strade di Reggio” di Ludovico Bolognini.
In particolare è significativa, a suo avviso, la pagina in cui il celebre architetto, che disegnò la Sala del Tricolore, scriveva: «Questa città è di figura esagona bislunga irregolare, circondata da fossa larga braccia 96 e profonda 3 e da strada coperta larga braccia 18 (un braccio = 0,96 metri), con bastioni, piazza d’armi e parapetti. Il suo recinto di muro si estende per pertiche 924 (una pertica = quasi 3 metri). Ha cinque porte. Felice ed amena è la situazione sua, che gode di un’aria allegra e salubre, tanto che viene giudicata una della migliori d’Italia».
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