I Planet Funk al Fuori Orario: «Suoneremo la nostra storia»
Gattatico, la band ha deciso di iniziare la sua tournée dal circolo Arci di Taneto: appuntamento sabato alle 22.30
GATTATICO. Vecchi amici per nuovi abiti. Sabato sera il Fuori Orario di Taneto ospiterà la prima data della nuova tournée dei Planet Funk, la più nota ed apprezzata band italiana di dance ed elettronica, una delle poche dal respiro internazionale.
«E l’emozione come sempre è tanta», racconta il fondatore Alex Neri. Il collettivo ha da poco presentato il singolo “Non stop”, anticipazione di un album ormai pronto, destinato a uscire nei primi mesi del 2017. I biglietti costano 20 euro, per prevendite: www.arcifuori.it. Al Fuori Orario inizierà quindi il giro dei live, con una line up particolare, che conta sulle tre principali voci alternatesi negli anni: Dan Black, Alex Uhlmann e Sally Doherty. Con loro l’ossatura storica, formata da Alex Neri (dj e synth), Marco Baroni (synth e tastiere), Domenico Canu (chitarre), Sergio Della Monica (basso) e Luca Capasso (batteria). «Abbiamo provato tanto – rivela Alex Neri – ma adesso è il momento di suonare dal vivo, di presentarci al pubblico, e un po’ di tremarella c’è, è inevitabile».
Se non altro giocate in casa, no?
«Sì, il Fuori Orario è un locale dove abbiamo avuto negli anni tante soddisfazioni, ci sono tanti amici e non lo abbiamo scelto a caso per partire, per noi è una certezza».
La novità del tour è rappresentata dalle tre voci. Come mai questa scelta?
«Il nostro è un collettivo aperto, ognuno ha vari impegni e quindi non è sempre facile ritrovarsi. Negli anni abbiamo alternato le voci anche in base ai cambi di stile, adesso li possiamo mettere tutti insieme».
Voci molto diverse fra loro. «Dan Black era perfetto per il nostro approccio iniziale, Uhlmann per il momento più indie. Sally è bravissima, con lei faremo anche qualche brano che magari non sarà ballabile ma che tutti ascolteranno a orecchie tese».
Dal vivo li miscelerete?
«Si potranno sentire tante canzoni diversi, con stili diversi, che raccontano tutta la nostra evoluzione».
Cosa si ascolterà del disco nuovo?
«Proporremo tanti estratti e li uniremo ai pezzi più noti del nostro repertorio, ci saranno delle sorprese».
Sin dagli esordi non avete nascosto l’impegno politico e sociale. In questi giorni turbolenti, avete ancora voglia di schierarvi?
«Assolutamente sì, e il primo singolo “Non stop” lo fa subito. Parla dei cellulari e dell’abuso che tutti ne facciamo».
Tema caldo ma forse non popolare, no?
«Io so che ormai ci condiziona tantissimo, e parlo in primis di me stesso, siamo sempre su quei cellulari. Anche ai concerti, ormai. Tanto che tutti dicono di andare a “vedere” una band, non a “sentirla”. E passano il tempo a raccontarlo sui cellulari, facendo foto».
Ai vostri concerti, se non altro, si balla parecchio, non è facile giocare coi cellulari.
«Per fortuna noi facciamo muovere la gente, ma la presenza dei telefonini è enorme. E abbiamo voluto provare a raccontarla».
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