Don Dossetti, il paciere reggiano
La tensione si stempera grazie al futuro fondatore di Montesole
REGGIO EMILIA. La grande tensione e la grande paura del 1950 si esauriscono entro la fine dell’anno, anche grazie agli sforzi congiunti delle anime dialoganti della Dc e del Pci, che cercano di placare gli animi. Nel Pci l’area rivoluzionaria di Pietro Secchia viene progressivamente arginata da un Togliatti realista, convinto che restare nel blocco occidentale, e godere dei fondi del piano Marshall, sia il destino migliore per l’Italia.
Sul lato Dc un ruolo importante lo gioca un reggiano celebre e autorevole, don Giuseppe Dossetti. Il futuro fondatore di Montesole, in una nota del 27 settembre 1950 alle segreterie provinciali Dc, usa parole chiare. I corpi armati creati in quegli anni devono essere sciolti, perché «le forze già esistenti (specie la Celere e i battaglioni mobili dei Carabinieri) sono ormai bastevoli per difendere i grandi centri e spezzare qualunque tentativo insurrezionale di vaste proporzioni». Dossetti mostra preveggenza. Nella sua ricerca Andrea Montanari spiega che il politico reggiano invita a «richiamare le strutture periferiche a non continuare nell’organizzazione dei gruppi armati sulla base di alleanze con elementi esterni al partito», dando un giudizio critico sulle azioni clandestine condotte contro le sinistre, a volte al di fuori del controllo della stessa direzione della Dc. Molti di quei gruppi di resistenza finiranno infatti per creare l’ossatura italiana di Stay Behind, la rete sommersa anti-comunista presente nei paesi della Nato. E in Italia Stay Behind figlierà organizzazioni come Gladio, avrà legami forti con la strategia della tensione, con la massoneria deviata della P2, con lo stragismo, le bombe in piazza e l’appoggio al terrorismo di destra.
“Peccati” del futuro che, specialmente nella Reggio Emilia dei Corghi e dei Dossetti, poco hanno a che fare con la volontà degli ex resistenti bianchi di battersi per la loro causa. Montanari ricostruisce, nelle sue pagine, lo scenario peculiarissimo in cui devono muoversi queste persone. Bianche di paura sì, ma anche determinate. (adr.ar.)
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