Gazzetta di Reggio

Giuseppe Baricchi: «Racconto la città per giovani e turisti»

Giuseppe Baricchi: «Racconto la città per giovani e turisti»

Reggio Emilia, l'idea è quella di creare una guida multimediale dal libro “Regium Lepidi"

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REGGIO EMILIA. S’intitola “Regium Lepidi: vista attraverso il codice illustrato di 2000 anni di storia” ed è l’ultimo libro di Giuseppe Baricchi. «Rompendo ogni schema classico – spiega l’autore nato nel 1945 a Montecavolo – dedico questo volume alla miriade di persone (nostri avi) che ci hanno preceduto sin dal primo nucleo stanziale su questa nostra terra emiliana».

Come mai?

«È stata questa pletora di innumerevoli componenti a costruire, perché protagonisti, la storia che è giunta sino ad oggi e della quale noi siamo testimoni. Alle pagine di questi avvenimenti del passato hanno contribuito donne e uomini di ogni stato sociale, con i loro gusti e le loro idee, ma anche con i loro errori».

Di cosa parla il suo volume?

«È una sorta di compendio della storia reggiana, dalla fondazione della città fino agli anni Sessanta. Ho raccontato in modo lineare quello che altri autori hanno scritto in modo particolare. Seguendo la successione cronologica, spiego la storia, la società e i costumi della città. Per riuscirci ho dovuto studiare e impegnarmi in una lunga e accurata ricerca».

Perché scrivere un libro sulla storia di Reggio?

«Credo che ci sia il bisogno di scoprire la nostra città, perché Reggio si è addormentata e ha perso il suo orgoglio. Continuando su questa strada corriamo il rischio di perdere del tutto la nostra autenticità. Prima con “Il lavoro nello spirito del luogo e dei tempi” e adesso con “Regium Lepidi” propongo un confronto tra passato e futuro. Se è vero che il futuro si costruisce sul passato io do questa possibilità reale».

È importante?

«Molto. Sapendo che l’oggi è già ieri per il domani, voglio dedicare questo libro a tutti coloro (ai giovanissimi in particolare) che parteciperanno con fiducia a costruire la storia futura (magari prendendo anche spunto dalle mie pagine)».

Il suo volume contiene circa 800 fotografie, come mai?

«Innanzi tutto perché guardando le immagini si trova già tutto quello che è significativo, prima ancora di leggerlo in pagina».

E poi?

«Poi ho voluto realizzare qualcosa di diverso, non un semplice libro. La mia idea è che “Regium Lepidi” possa divenire una vera e propria guida per scoprire Reggio. Si potrebbe trasformare in video e proiettare in quei totem interattivi per turisti che si trovano nelle metropoli e nelle città artistiche. Sarebbe molto utile all’uscita della stazione mediopadana o in centro storico, per esempio».

Ha già proposto la sua idea a qualcuno?

«Sì ma non ho ottenuto risposta. Eppure penso che il Comune potrebbe addirittura guadagnarci: se trasformasse il mio libro in una guida su dvd, per esempio, potrebbe ricavare qualcosa dalla vendita. Senza considerare che il mio libro potrebbe servire per aumentare il turismo in città». (m.r.)

 

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