Orietta Berti presenta “Dietro un grande amore”
Reggio Emilia, il cofanetto contiene 5 dischi, 109 canzoni, foto d’epoca e curiosi aneddoti per festeggiare 50 anni di carriera
MONTECCHIO. L’album-cofanetto che contiene 50 anni di canzoni dell’Usignolo di Cavriago s’intitola “Dietro un grande amore” e non poteva avere nome più azzeccato. Perché dietro ai concerti, alle tournée, ai dischi e alla musica di Orietta Berti ci sono tanta passione e tanto impegno. «Sono molto contenta ed orgogliosa di questo progetto – racconta Orietta Berti –. I primi quattro dischi riassumono la mia storia dal 1965 fino ad oggi, raccontando i cambiamenti, le evoluzioni e le collaborazioni che mi hanno portato ad attraversare cinque decenni nella musica e nel mondo dello spettacolo. Il quinto disco, che dà il nome all’intero cofanetto, è invece tutto nuovo ed è il meraviglioso risultato della collaborazione con un grande interprete e cultore della musica, il maestro Enzo Campagnoli che insieme alla sua Musicanima Symphony Orchestra mi ha condotta e seguita in una fantastica esperienza interpretativa dei grandi classici napoletani, creando atmosfere ed emozioni che hanno dato ancora più forza a questi capolavori».
E la soddisfazione è doppia per chi, da oltre trent’anni, si produce da sola. «Dagli anni Ottanta sono libera di fare quello che voglio – spiega la Berti – senza dover partecipare per forza a programmi o manifestazioni. Tanti dischi, per esempio, li ho fatti seguendo i consigli di alcuni cari amici. E, da quando ho il sito internet, ascolto molto anche il mio pubblico». Dopo l’evento di mercoledì 30 novembre nella Rocca di Montecchio, Orietta Berti volerà a Roma per registrare un programma che andrà in onda su Rai International – per tutti gli italiani all’estero – il 23 dicembre. Il 2 dicembre sarà ospite di Fatti Vostri, il 3 dicembre di nuovo a Roma per ritirare il premio alla carriera. Il 4 dicembre, dopo il successo di domenica scorsa, tornerà da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, poi sarà impegnata in trasmissioni a Catania e a Napoli. «E finalmente tornerò a casa – sospira – per ricaricare le batterie nella mia Montecchio». (m.r.)
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