In scena alla Cavallerizza il “Purgatorio” quotidiano
Babilonia Teatri e Zerofavole sul palco con lo spettacolo premiato alla Biennale Il regista Enrico Castellani: «Vogliamo trasmettere un desiderio di rivincita»
REGGIO EMILIA. Fresca di Leone d’argento alla Biennale di Venezia per l’innovazione teatrale, la compagnia italiana Babilonia Teatri porta in scena in prima assoluta (domani e mercoledì alle 20.30 alla Cavallerizza) Purgatorio per la regia di Enrico Castellani e con la compagnia ZeroFavole: realtà reggiana che raccoglie attori con disabilità.
Lo spettacolo si inserisce nel progetto legato alla Divina Commedia, come secondo capitolo di una trilogia iniziata nel 2015 con Inferno. «Partiamo da Dante ma mettiamo in scena le sue parole – spiega Castellani –. Con questa compagnia composta da persone eterogenee, alcune delle quali ai margini della disabilità, creiamo dei racconti basati su vissuti “non conformi”. E così prende forma il purgatorio in cui viviamo tutti i giorni, e l’idea che ognuno di noi si danna per trovare un posto in questo mondo, continuamente provato dalle discriminazioni. Si procede per scene che si sovrappongono l’una sull’altra, o parti di testo che si alternano ad immagini. Non storie, ma suggestioni. Sono i corpi che si esprimono. Quando si parla, il linguaggio è usato in maniera “spostata”; per esempio: sul palco ad un certo punto compaiono i sacchi da boxe insieme alla musica di Rocky e noi interpretiamo gli avversari sconfitti dal grande pugile che vogliono prendersi la rivincita. Lo spettacolo esprime sentimenti diversi e contrastanti: dall’ironia al cinismo, alla commozione. Mentre l’Inferno era costruito con una serie di dialoghi con la mia voce esterna, questa volta sto sul palco e lo spettacolo assume una grande forma corale».
L’anno prossimo il progetto sarà completato dal Paradiso nel quale, insieme agli attori, ci sarà anche l’orchestra “Allegro moderato” di Milano. «Nel Purgatorio viene impiegata una musica molto diversificata – sottolinea Castellani – da De André alla colonna di Rocky a David Bowie: una commistione di musica alta e bassa, insieme a canzoni tradizionali come la ninna nanna. Sono importanti, non come se se costituissero un accompagnamento, ma perché fanno da sostegno alle scene. Il messaggio è che nonostante si viva in un purgatorio, si prova una voglia di rivincita, un desiderio di andare oltre. Un messaggio direi positivo legato ad una critica di tipo sociale». Alla base dello spettacolo sta l’idea che tutto può essere letto in modo diverso, a seconda di chi guarda. Il medesimo ragionamento viene fatto da Castellani in merito alla difficoltà di portare sul palco un gruppo di attori così diversi. «Il problema reale per noi non è esistito – spiega – piuttosto sta negli occhi di chi guarda e giudica se è uno è abile o no a stare in scena». La scena di Purgatorio – nella quale oltre allo stesso Castellani troviamo Daniele Balocchi, Maria Balzarelli, Chiara Bersani, Carlo Trolli, Paolo Terenziani – presenta pochi elementi: un fondale che si colora ed alcuni oggetti. Fondamentali sono le luci che giocano con i corpi sottolineando una gestualità articolata dalla valenza coreografica: «Da considerare non in quanto movimenti danzati, ma come i corpi nello spazio, che per la loro unicità assumono una immensa forza».
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