Gazzetta di Reggio

Armando Bolivar canta “Salvàdeg”

Armando Bolivar canta “Salvàdeg”

Il rubierese porterà il suo secondo album in dialetto nelle case di riposo

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RUBIERA. È uscito pochi giorni fa “Salvàdeg”, secondo album in dialetto emiliano del 48enne cantautore rubierese Armando Bolivar, nome di battaglia di Fausto Ferraboschi. “Salvadeg” – che il cantante definisce una sorta di autoritratto, una dedica alla propria “selvaticità” – arriva dopo anni di grande visibilità per Bolivar, che nel 2015 ha ottenuto una nomination al Premio Tenco per i dischi in dialetto e nel 2016 è apparso a Ciao Darwin, la trasmissione di Paolo Bonolis su Canale 5, dove è comparso con la consueta enorme capigliatura e il look quantomeno vistoso. La musica è da sempre una parte importante della sua vita, e una passione di famiglia: uno dei cugini più grandi è Maurizio Tirelli, storico pianista di Andrea Mingardi e a lungo autore per Mina. “Salvadeg”, pubblicato dall’etichetta Le Bestie fondata dallo stesso Bolivar, contiene in totale dodici brani, tutti cantati rigorosamente in dialetto. Fra i pezzi vi sono quattro inediti e sette traduzioni nel vernacolo nostrano di canzoni già ben note, fra cui “Storia d’amore” di Adriano Celentano, “Ma che idea” di Pino d’Angiò e “Femmina Francese” di Andrea Mingardi, con i testi adattati non solo nella metrica e nel vocabolario ma anche nel gergo, per renderli aderenti alla parlata emiliana. Bolivar inizierà una serie di presentazioni dal vivo in luoghi un poco inusuali per un concerto, le case protette fra Reggio e Modena.

Queste strutture garantiranno una bella controprova al lavoro fatto, perché gli ospiti sono persone che solitamente conoscono benissimo il dialetto, e potranno sia divertirsi sentendo brani nella lingua casalinga sia trovare eventuali “impurità”.

L’esordio assoluto è avvenuto sabato scorso alla casa della carità di Montecchio, per un primo test con le nonne e i nonni della Val d’Enza, mentre una seconda tappa più “classica” è quella in programma sabato a Reggio Emilia (alle 17 al negozio Tosi Dischi in via Emilia San Pietro, dove il disco è in vendita).

Nel frattempo, si pensa ad un futuro sempre all’insegna del dialetto. Uno dei sogni di Bolivar sarebbe quello di creare un programma radiofonico interamente parlato in dialetto, così da fare “proselitismo” e allo stesso accontentare chi col dialetto si trova a proprio agio.

Le prime prove tecniche le realizza da tempo sul proprio canale YouTube, dove pubblica video in versione politico d’assalto. (adr.ar.)

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