Gazzetta di Reggio

Il Mamimò in scena con Coriolano

di Giulia Bassi
Il Mamimò in scena con Coriolano

Il protagonista Marco Maccieri: «Un’ottima occasione per riflettere sulla fragilità della democrazia»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Ritorna a Shakespeare il Centro Teatrale Mamimò che porta in scena, nella stagione di prosa dei Teatri di Reggio Emilia, il suo testo più politico e forse uno dei più cupi, la tragedia ispirata all’eroe romano Coriolano.

«Non è solo il più cupe, ma è anche il meno rappresentato perché è difficile, complesso. Si ricordano in passato le letture “storiche” realizzate prima da Brecht poi Strehler, autori di una trasposizione che chiama in causa la lotta di classe», ci spiega l’attore protagonista Marco Maccieri, direttore artistico del di Mamimò, personalità ricca ed esuberante innamoratissima di Shakespeare. Tra le altre si ricordano le sue brillanti interpretazioni di Shylock (ne “Il mercante di Venezia”) e di Jago (in “Otello”).

E a proposito di “Coriolano” svela: «Ha una tematica attualissima e scottante sulla fragilità della democrazia: è stata una scoperta incredibile. Il testo – aggiunge – ci mostra come già alcuni secoli avanti Cristo si dibattevano questioni riguardanti la meritocrazia rispetto alle pari opportunità. Anche noi siamo convinti che se si privilegia la prima vengono a crearsi delle differenze, e ci si mette contro il popolo che prima o poi te la fa pagare. A Coriolano, che non ama blandire la folla, non interessa godere del favore dell’opinione pubblica perché secondo lui non è in grado di comprendere le varie questioni inerenti alla gestione della cosa pubblica. Così, una volta salito al potere grazie a meriti militari, governa senza lasciarsi condizionare, quindi viene destituito». Ma la storia non finisce certo qui. «Il nostro eroe – racconta con entusiasmo Maccieri – si mette contro Roma attaccandola insieme ai Volsci. Desiste ad un certo punto per amore di sua madre e viene ucciso dai Volsci stessi. Coriolano è un eroe incorruttibile e imbattibile, reso umano dall’amore per sua madre. Il regista ha ambientato la tragedia come se fossimo in un nostro futuro e ha messo in risalto il “personaggio” rappresentato dal popolo, estremizzando in modo espressionistico la duplice tematica della tragedia: la questione legata alla macchina infernale del potere e la storia personale rappresentata dall’amore per la madre. Un archetipo tutto italiano». Ancora una volta Marco Maccieri – che oltre agli impegni del Mamimò insegna recitazione ed è coordinatore del corso attori alla scuola Paolo Grassi di Milano – sarà sul palco nel ruolo di “cattivo”. «Amo i grandi chiaroscuri – rivela l’attore – poi quando interpreto personaggi come Jago, ad esempio, mi piace cambiare il punto di vista: vale a dire provare a vedere come è il mondo dalla loro parte. La storia, infatti, potrebbe essere molto diversa. Il fatto è che questi personaggi hanno subìto delle ingiustizie, vivono enormi conflitti e possiedono un’energia devastatrice. Se accettassero la sconfitta sarebbero delle persone umane, ma vogliono vincere, così mostrano una componente ambigua, irrazionale a volte bestiale».

In scena con Marco Maccieri ci saranno Luca Cattani, Giusto Cucchiarini, Cecilia Di Donato, Marco Merzi, Valeria Perdonò; Plini è coadiuvato da Angela Ruozzi e Thea Della Valle.

Lo spettacolo in prima assoluta – in programma da sabato 17 a mercoledì 21 dicembre alle ore 20.30 alla Cavallerizza – è firmato per la regia da Marco Plini del quale qualche anno fa abbiamo avuto modo di apprezzare “Himmelweg - la via del cielo” di Juan Mayorga.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google