“Autori in prestito” Stasera i consigli li dà Guido Barbujani
ROLO. La rassegna “Autori in prestito” – ideata da Paolo Nori e organizzata da Arci – prosegue stasera (ore 21) con il genetista e scrittore Guido Barbujani nella sala delle arti del centro culturale...
ROLO. La rassegna “Autori in prestito” – ideata da Paolo Nori e organizzata da Arci – prosegue stasera (ore 21) con il genetista e scrittore Guido Barbujani nella sala delle arti del centro culturale Jolly di Rolo. L’autore de “L’invenzione delle razze” proporrà al pubblico un percorso di consigli e commenti, formato da libri, dischi, arti figurative e cinematografiche all’insegna dell’intreccio tra letteratura e scienza.
Guido Barbujani è nato ad Adria il 31 gennaio 1955. Ha lavorato alla State University of New York, nelle Università di Padova e Bologna, e dal 1996 è professore di genetica all’Università di Ferrara. Nei suoi studi recenti, Barbujani si è occupato di DNA antico, nell’uomo di Cro-Magnon, negli Etruschi e nei nuragici. Barbujani è autore di quattro romanzi e tre saggi scientifici, uno dei quali in collaborazione con Pietro Cheli. Nel 2007 con il saggio “L’invenzione delle razze” vince il quinto premio letterario Merck Serono, dedicato a saggi e romanzi, pubblicati in italiano, che sviluppano un confronto tra scienza e letteratura con l’obiettivo di stimolare un interesse per la cultura scientifica rendendo accessibile anche ai meno esperti. Nel 2014 vince il premio Napoli. La settimana proseguirà domani con la scrittrice Antonella Lattanzi (a Campagnola), venerdi con Andrea Moro a Sant’Ilario, e sabato con la traduttrice Ilide Carmignani a Scandiano. Domenica, infine,lo scrittore Diego De Silva interverrà alla biblioteca di Quattro Castella.
L’edizione 2016 della rassegna “Autori in prestito” – che durerà fino al 22 dicembre – si intitola “Sono pessimista, ma me ne dimentico sempre”. Si tratta di una citazione rubata a Cesare Zavattini che Paolo Nori interpreta così: «Ho pensato a questa frase quando sono andato nel paesino di Seneghe, in Sardegna, che per quattro giorni all’anno si trasforma nel paese della poesia. E mi è venuto in mente Angelo Maria Ripellino, che quand’era in sanatorio, in Repubblica Ceca,chiamava se stesso e gli altri ricoverati «i nonostante»; io ho l’impressione che per quelli che leggono i libri, che guardan le mostre, che ascoltano le sinfonie, i libri, i quadri, le musiche che hanno incontrato nella loro vita li hanno aiutati, in questa cosa così difficile e così strana, stare al mondo, a essere dei nonostante».
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